Orange Is the New Black

Immagine tratta da Orange Is the New Black
      7 stagioni

Orange Is The New Black è una delle prime serie originali prodotte da Netflix, ispierata alle memorie di Piper Kerman "Orange Is the New Black: My Year in a Women's Prison". Piper Chapman (Taylor Schilling) è una borghese di New York che si ritrova improvvisamente a dover scontare una pena di 15 mesi nel penitenziario femminile di Litchfield, per un reato commesso da ventenne: trasporto di denaro frutto dello spaccio di droga della sua amante, Alex Vause (Laura Prepon). Dietro le sbarre, Piper dovrà imparare a sottostare alle regole della prigione, a convivere e anche scontrarsi con le altre detenute di tutte le etnie ed estrazioni sociali. Fra queste c'è anche Alex: le due si scontrano ma in realtà il loro amore non è mai svanito. Vincitrice di Emmy, SAG e nominata ai Golden Globes.

4,4
 
 
 

Gadget per Lovers

Tipologia

Serie TV

Stagioni

1, 2, 3, 4, 5, 6, 7

Autori

Jenji Kohan

Cast

Adrienne C. Moore Amanda Fuller Dale Soules Danielle Brooks Dascha Polanco Elizabeth Rodriguez Emma Myles Henny Russell Jackie Cruz Jason Biggs Jessica Pimentel Kate Mulgrew Laura Gómez Laura Prepon Laverne Cox Lea DeLaria Lori Petty Mackenzie Phillips Matt McGorry Michael Harney Natasha Lyonne Nick Sandow Pablo Schreiber Ruby Rose Samira Wiley Selenis Leyva Taryn Manning Taylor Schilling Uzo Aduba Vicci Martinez Vicky Jeudy Yael Stone

Caratteristiche

LGBTQ Irriverente Spiritoso Da una storia vera Da un libro Acclamato dalla critica TV Dramedy Carcere Corale Umorismo inglese Premiato agli Emmy Amiche Commedia cupa

Audio

Tedesco Inglese - Audiodescrizione Spagnolo Europeo Francese Italiano

Sottotitoli

Tedesco Greco Inglese Francese Italiano
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Easy

Recensione a cura di Chiara Bazzurri

Orange Is The New Black è fra i più preziosi gioielli della corona Netflix, che nel giro di poco più di un paio d'anni è entrata di diritto nell'Olimpo delle serie TV.

Ispirata alla storia vera di Piper Kerman, narrata nel libro Orange Is the New Black: My Year in a Women's Prison, la serie TV racconta di Piper Chapman (interpretata da Taylor Schilling), una trentenne borghese che viene condannata a scontare quindici mesi al carcere federale femminile di Litchfield per aver trasportato, dieci anni prima, una valigia piena di soldi di provenienza illecita per Alex Vause (Laura Prepon), una trafficante di droga internazionale al tempo sua amante. Quando il passato torna a galla, Piper vive una vita agiata, con il suo nuovo fidanzato Larry Bloom (Jason Biggs).
Dietro le sbarre, Piper rincontra Alex alla quale, nonostante un iniziale astio, si riavvicina. In carcere convivono tante altre donne, le cui storie vengono raccontate tramite l'utilizzo di flashback.

Con Orange Is The New Black si ha inizialmente una serie che verte più nel comedy, ma che con le varie stagioni si è trasformata in una vera e propria dramedy, soprattutto nella quarta stagione in cui si ha molto “black” e poco “orange”.
Fra i vari personaggi, troviamo Red (Kate Mulgrew), una russa a capo della cucina della prigione che gode di un potere notevole; Nicky (Natasha Lyonne), una ragazza lesbica cresciuta con una madre assente e cinica che non si è curata di lei quando è entrata nel tunnel della droga e la sua quasi-fidanzata Morello (Yael Stone) che sta pianificando il matrimonio perfetto col suo ragazzo fuori dalla carcere. Troviamo poi Sophia Burset (Laverne Cox), una ragazza trans, sposata e con un figlio, che è finita dentro per una frode con carte di credito e che tutti i giorni deve fare i conti con un sistema carcerario che non si cura delle necessità mediche delle detenute. C'è poi Suzanne “Crazy Eyes” (Uzo Aduba) una ragazza di colore non molto stabile a livello mentale ma di un'umanità semplicemente genuina.

Nella prima stagione, la storia si basa soprattutto sul punto di vista di Piper. Raccontando la sua vita dietro le sbarre, vengono raccontate anche le storie di tutte le altre detenute: donne afroamericane, sudamericane, giovanissime e anziane, le cui vite si intrecciano all'interno del penitenziario.

Nella seconda stagione il focus si sposta, con l'arrivo di un personaggio forte come Vee (Lorraine Toussaint), sul gruppo nelle afroamericane. Vee, “madre” adottiva di Taystee (Danielle Brooks), raduna sotto di se tutte le ragazze di colore e prende praticamente il potere all'interno del carcere, avviando anche una guerra (non tanto) fredda con la sua ex amica-rivale Red.

Arriviamo alla terza stagione, che mostra, in modo particolare verso la seconda metà, un andamento un po' fiacco: anche i personaggi più tosti subiscono in qualche modo un “rammollimento”; comunque, in linea generale, tutta la stagione mostra crolli psicologici delle detenute, una fra tutte Alex. Controcorrente va il personaggio di Piper: il carcere l'ha profondamente cambiata; ci troviamo un lupo solitario, mette su un business illecito e diventa una vera e propria gangster, avventurandosi anche in un tradimento che le costerà caro.

Siamo infine alla quarta stagione che ha un punto di forza notevole: vengono raccontate, in tutte le puntate, a piccole dosi, le storie di tutte le detenute, senza soffermarsi troppo su nessuna.
La stagione in questione è molto più dura, soprattutto per l'arrivo di nuove guardie e nuove detenute. Emergono i lati emotivi e molto più profondi di tutte le detenute; si scava parecchio dentro tutti i vari personaggi. Alcune detenute si redimono, tornano sui loro passi e cambiano profondamente, una fra tutte la stessa Piper, che dopo aver raggiunto l'apice della sua follia, rinsavisce quando si rende conto di aver superato il limite e di aver perso tutto. Questo la fa riavvicinare ad Alex. Se Piper si redime, altre perdono la testa, si veda Maria e Daya, che tirano fuori un lato duro e senza scrupoli.
Uno dei punti focali della stagione 4 riguarda di sicuro i soprusi delle guardie verso le detenute: il nuovo capo Piscatella prende di mira Red, e i suoi sottoposti non sono da meno. Colpisce in modo particolare l'episodio della povera Maritza, costretta a cedere ad un “gioco” per nulla divertente.
Fra dure e redente, ci sono comunque quei personaggi che malgrado tutto sembrano vivere la loro vita in carcere in modo tranquillo, come Pousséy (Samira Wiley) e SoSo (Kimiko Glenn) che sono l'esempio perfetto: innamorate, sognano innocentemente il loro futuro una volta fuori. Vecchie amicizie si rafforzano come quella fra Dogget (Taryn Manning) e BigBoo (Lea DeLaria).
Si arriva al finale di stagione, che ha shockato il pubblico: un evento inaspettato, straziante rimescola tutte le carte in tavola nella storia e di sicuro destabilizzerà gli eventi e soprattutto (come si vede nell'ultima scena) i personaggi stessi.



Una serie che coinvolge, ti rapisce e soprattutto è una serie di denuncia: denuncia al sistema giudiziario e carcerario corrotto degli USA: detenute che non sono tutelate, rispettate né come donne, né come esseri umani. OITNB è anche divertente, grazie a personaggi e situazioni che smorzano i toni drama. Soprattutto abbiamo una serie che parla di umanità, dove anche l'assassina più pericolosa viene vista semplicemente come una persona, come un essere umano.

Recensione stagione 5 a cura di Chiara Bazzurri

La 5^ stagione di Orange Is The New Black inizia esattamente dove era terminata la 4^.
Dopo la terribile morte di Poussey, le dichiarazioni di Caputo e l'ennesimo tentativo delle guardie di spadroneggiare sulle detenute, queste si ribellano e danno il via ad una vera e propria rivolta. Le ritroviamo così tutte intorno a Daya che punta la pistola contro una guardia. Tutti, per un anno ci siamo chiesti: "sparerà o non sparerà?"

I fatti si svolgono in 3 lunghi giorni, durante i quali nel penitenziario di Litchfield in mano alle detenute succede davvero di tutto: atti di violenza, rapimenti, talent show, amore, disperazione, rabbia e, spesso, perdita dell'umanità. I personaggi principali risultano meno presenti del solito, mentre viene dato molto più spazio e visibilità a quelli secondari: ispaniche, skinhead, tossiche.
La prima parte della stagione risulta essere un po' moscia: ci troviamo davanti ad una narrazione che si focalizza su ogni piccolo aspetto, anche assurdo, dell'atmosfera di cazzeggio che regna nella prigione. Nella seconda parte, inizia a scatenarsi il vero e proprio putiferio di avvenimenti, fino al finale di stagione che lascia il pubblico, di nuovo, con gli occhi sbarrati e le unghia mangiate.


Personaggio cardine della stagione è sicuramente Taystee che, mossa dall'ossessione di voler rendere giustizia all'amica Poussey e aiutata dalle inseparabili Black Cindy, Watson e Abdullah, si dedica anima e corpo alla rivolta per cercare di migliorare le condizioni di vita all'interno della prigione.

Nasce un'amicizia fra le più improbabili e bizzarre: Red e Blanca si ritrovano casualmente alleate e unite nella comune causa di annientare Piscatella. Le due regalano dei momenti esilaranti, insieme alle “Flaritza”. Approfittando della rivolta infatti, Flaca e Maritza riescono a coronare il loro sogno: diventare famose star del web. Nicky e Lorna, invece, sono all'apice del loro tormentatissimo rapporto.
Poi ci sono loro, Alex e Piper, la coppia delle coppie, che nonostante quel filo conduttore di dramma che da sempre le accompagna, sembrano finalmente riuscire a vivere il loro amore. Le Vauseman ci regalano un rapporto a 360°: piccoli momenti di complicità, discussioni, passione, dramma e soprattutto amore semplice e puro.
Infine ci sono le anime solitarie: SoSo che soffre per la morte della sua amata Poussey, Daya che deve affrontare il peso delle sue azioni e Gloria che dovendo affrontare un dramma personale è pronta a rischiare tutto.

Insomma, la quinta stagione di OITNB funziona? La risposta è, nonostante tutto-si poteva fare diversamente e meglio- ma...SI!
Certo, va detto che la narrazione troppo dettagliata fa risultare da subito la situazione un po' forzata, surreale e improbabile. Questo forse può distogliere lo spettatore dalla vera essenza della stagione, che è di una straordinaria e profonda intensità emotiva.
I vari personaggi vengono messi a nudo, facendone emergere debolezze, egoismo, cattiveria, solitudine, amore e sofferenze. Gli stessi flashback sono carichi di emozione, come il primo incontro di Poussey e Taystee o quello in cui scopriamo il vero significato dei tatuaggi di Alex e Piper.

Perfino l'idiozia di Angie e Leanne, che ci ha sempre fatto sorridere, si trasforma in cattiveria pura. Per non parlare poi dell'instabilità mentale di Suzanne, che ha sempre avuto un retrogusto ironico e che in questa stagione emerge palesemente come stato di malessere e sofferenza.

Altro forte protagonista è poi l'amore!
L'amore tormentato e non corrisposto di Nicky e Lorna, l'amore delle madri come Gloria, Daya e Maria che per i loro figli sono disposte a perdere tutto e a sacrificare ogni cosa. L'amore di due amiche come Flaca e Maritza che sotto l'apparente strato di superficialità nascondono l'essenza dell'amicizia.
E poi, l'amore vero e profondo di Piper e Alex, le quali capiscono finalmente che sono l'una l'amore della vita dell'altra.

L'eccezionalità del cast emerge ancora di più e si conferma proprio grazie a questa stagione. Uzo Aduba emozionante, commovente, magistrale nei panni di Suzanne. Danielle Brooks (Taystee), Selenis Leyva (Gloria) e Dascha Polanco (Daya) che scavano nella profondità interiore dei propri personaggi. Infine, Laura Prepon (anche regista dell'espisodio 10) e Taylor Schilling che come sempre, grazie ad una fantastica chimica fra di loro, ci regalano le Vauseman come mai le avevamo viste, soprattutto nelle scene più forti e drammatiche.

5^ stagione molto particolare, io stessa all'inizio non sapevo dare un giudizio. La profondità emotiva e i sentimenti sono la carta vincente e riescono ad avere la meglio su tutto il contorno forzato e surreale. La serie e le sue protagoniste ci insegnano di come l'essere umano sia fragile, imprevedibile e spesso crudele. Non essendo facile da commuovere, posso però dire che questa stagione mi ha scatenando un turbine di emozioni: ansia, occhi a cuoricino, compassione e profonda tristezza.

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