
Con una forma sperimentale e cupa, il documentario ricostruisce la parabola di Guido Peters, segnata da un'infanzia difficile, scelte rischiose e una dipendenza che diventa presenza dominante. Tra memoria, immagini spoglie e voce narrante, emerge il ritratto di un uomo intrappolato in una discesa personale senza facili giudizi.