In Ucraina una pacifica protesta studentesca si trasforma in 93 giorni di violenta rivoluzione e in un autentico movimento per i diritti civili.
Nel 2013, il governo ucraino seda le proteste per la firma di un accordo con l'Unione Europea, innescando una rivoluzione.
Titolo
Winter on Fire: Ukraine's Fight for Freedom
Tipo
Documentario
Anno
2015
Durata
99 min
Genere
Documentari socioculturali
Documentari
Documentari politici
Film internazionali
Audio
Tedesco
Inglese - audiodescrizione
Francese
Italiano
Ucraino - audiodescrizione
Sottotitoli
Tedesco
Inglese
Francese
Italiano
Rumeno
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Recensione

Winter on fire è un documentario del 2015 diretto da Evgeny Afineevsky sulle proteste e i moti a Kiev contro il governo del premier Yanukovich partite da Piazza Maidan nell’inverno tra il 2013 e il 2014. Il documentario è una coproduzione di Ucraina, Gran Bretagna e Stati Uniti, ed è stato in parte prodotto da Netflix. Ha ricevuto la nomination come miglior documentario agli Oscar 2016.

Afineevsky non si sofferma tanto sullo scottante dibattito politico relativo alla questione, quanto sulle singole identità e speranze dei manifestanti, che rivendicavano una maggiore libertà, democrazia ed un filo-europeismo contrapposte alla visione filo-russa del governo di Kiev. Il documentario mostra un’enorme mole di scene inedite, spesso cruente, e segue dal vivo la traiettoria del movimento di Euromaidan dal suo inizio pacifico fino alla brutale repressione armata da parte delle forze di polizia su ordine del governo di Yanukovich.

In effetti molte scene sono assolutamente sconsigliate ai deboli di cuore, vengono mostrate senza filtro e censura le atrocità delle forze di polizia e le uccisioni nella guerriglia urbana a Kiev, con scene di enorme valore giornalistico ma spesso scioccanti.

Il documentario è stato talvolta criticato come schierato nella questione (non viene citato il ruolo di gruppi estremisti all’interno del movimento, né le proteste filorusse nell’Est del Paese anche queste represse ma secondo dinamiche opposte) e per farsi un’idea generale della situazione andrebbero consultati più punti di vista. Tuttavia, lo scopo di Winter on Fire non è quello di impartire una lezione di geopolitica, ma di mostrare con impatto e in maniera diretta semplicemente quello che accadeva nella capitale ucraina nell’inferno di quei giorni, trattando una questione cui i media generalisti non prestavano solitamente grande attenzione. Da questo punto di vista il documentario svolge un compito prezioso, al di là delle opinioni di chi lo guarda.

Le scene finali sono quelle dell’espatrio del premier Yanukovich in Russia, fatto accolto come una grande vittoria dal movimento di Euromaidan e che prefigura un futuro molto ottimista circa le possibilità della nuova vita in Ucraina. Come noto, però, il contesto è ancora estremamente difficile e di guerra, e il nuovo governo instaurato, quello di Poroshenko, è a sua volta finito coinvolto in numerosi scandali (come i Panama Papers), fatto che lascia un retrogusto amaro al finale dipinto da Afineevsky, visto che molte speranze dei manifestanti sono state disattese.

Al netto di tutte le considerazioni, Winter on Fire è un necessario documentario d’impatto che fa vedere nella sua brutalità ciò che spesso restava nascosto sotto la superficie delle notizie. Il regista fa vivere la situazione non tramite cronache giornalistiche e politiche, ma in carne e ossa attraverso l’esperienza delle ragazze e dei ragazzi di Piazza Maidan, il cui impegno civile non può in alcun caso essere disconosciuto, e dall’altro lato tramite la brutale violenza, spesso immotivata, delle forze di polizia.

Afineevsky mette di più l’accento sui cittadini semplici che hanno partecipato al movimento che ai loro capi, trascinando lo spettatore a identificarsi con i ragazzi intervistati, presentati come degli eroi civili che hanno in ogni caso avuto l’indubbio merito di porre importanti interrogativi e rivendicazioni di libertà. È questa eredità che Winter on Fire si propone di lasciare allo spettatore.

Commento dell'autore

“Winter on Fire” è sicuramente un documentario che vale la pena guardare per la tematica e per la maniera eccezionale in cui è girato. Si tratta di un documentario toccante e in alcune parti decisamente commovente, che non si pone come obiettivo un’analisi politica ma quello di raccontare delle storie di ragazzi e del loro impegno civile. Sul fronte della ricostruzione della questione della situazione ucraina è forse opportuno consultare e guardare anche materiali, quanto meno per conoscere altre versioni e formarsi un’idea propria, ma questo non toglie nulla al lavoro eccezionale di Afineevsky, che è assolutamente da vedere (se siete sensibili a immagini violente però forse meglio astenersi).

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