Chef's Table: svelati i protagonisti della 5 e 6 stagione

martedì 11 settembre 2018 di Cristian Gianni Netflix Originals, Documentari, News, Chef's Table
Immagine tratta da Chef's Table: svelati i protagonisti della 5 e 6 stagione
Proprio in questi giorni Netflix ha annunciato i nomi dei nuovi protagonisti delle prossime due stagioni di Chef's Table. E anche questa volta, l'Italia torna ad essere presente.

Chef's Table è oramai diventata un'istituzione nelle produzioni Netflix. In vista dell'uscita della 5 stagione il prossimo 28 Settembre, Netflix ha annunciato quali saranno i prossimi protagonisti, non solo dell'imminente stagione, ma anche della prossima, che sicuramente sarà rilasciata il prossimo anno. Fra i nomi degli chef, impossibile non notare, ancora una volta, un nome italiano! Ecco quali saranno i volti che ci accompagneranno nelle prossime puntate:

STAGIONE 5

1) Cristina Martinez è chef e co-proprietaria dell'acclamato ristorante messicano "South Philly Barbacoa", situato a Philadelphia (Pennsylvania- US).
Negli ultimi anni è diventata una delle voci più importanti all'interno del panorama culinario della città.
La Martinez, inoltre, si occupa attivamente di immigrazione, sfruttando il suo status di "lavoratore senza documenti" come monito per segnalare i problemi delle leggi sull'immigrazione vigenti negli Stati Uniti.

La Martinez è fuggita dal Messico per mettere fine alle violenze subite dall'ex marito, e inizialmente ha svolto svariati lavori per cercare di mandare dei soldi a sua figlia, in Messico.
A Philadelphia, la chef è stato licenziata da un ristorante a causa dei suoi problemi con i documenti, e
subito dopo il licenziamento, ha iniziato a vendere (insieme a suo marito) il barbacoa di agnello (un piatto che la sua famiglia ha cucinato per generazioni) fuori dal suo appartamento.

Si sono poi susseguiti un furgoncino (di quelli per vendere il cibo) e infine un ristorante, che ha ricevuto numerosi riconoscimenti.

Christina Martinez

2) Bo Songvisava applica i principi della slow food sulla cucina thailandese nel suo ristorante "Bo.Lan", situato a Bangkok, che attualmente si trova al numero 37 nella classifica dei 50 migliori ristoranti asiatici.

Originaria della Thailandia, Songvisava ha sostenuto gli studi di cucina ad Adelaide, in Australia, grazie ai quali ha ottenuto un lavoro a Londra presso Nahm, l'acclamato ristorante Thai di David Thompson. Proprio in quella cucina ha incontrato il suo futuro marito, lo chef australiano Dylan Jones, insieme al quale ha deciso di tornare nella sua città natale per aprire il ristorante thailandese dei suoi sogni.

Al Bo.Lan, Songvisava e Jones servono piatti che mettono in luce ingredienti e tecniche tipiche del passato culinario della Thailandia. Gli chef sono inoltre promotori della coltivazione etica e sostenibile, e cercano di utilizzare il maggior numero possibile di ingredienti biologici.
"Senza natura, non posso cucinare", ha recentemente dichiarato a SlowFood.com Songvisava.

3) Musa Dağdeviren è lo chef-proprietario di un piccolo gruppo di ristoranti a Istanbul che celebra la cucina tradizionale turca.

Dağdeviren ha passato la maggior parte della sua vita in cucina. Ha iniziato ad aiutare nella pasticceria di suo zio quando aveva solo 5 anni, e all'età di 12 anni, dopo la morte improvvisa di suo padre, Dağdeviren ha iniziato a lavorare a tempo pieno nei ristoranti per aiutare la sua famiglia. Dopo un periodo nell'esercito, lo chef aprì il suo ristorante "Ciya" a Istanbul insieme a tre amici, anche se divenne rapidamente l'unico proprietario.

Poiché la cultura turca ha iniziato ad assorbire più influenze europee, Dağdeviren ha cercato di preservare la cucina tradizionale del paese incontrando gli anziani della sua terra d'origine (la Turchia), e documentando i piatti e le tecniche che hanno amato per tutta la vita.
Lo chef descrive il suo gruppo di ristoranti come un "giardino di culture perdute e sapori dimenticati".

Musa Dagdeviren

4) Albert Adrià è uno dei leader della scena culinaria spagnola d'avanguardia.

Da giovane Albert ha lavorato con suo fratello Ferran presso l'innovativo ristorante "El Bulli", ormai chiuso.
Anche se suo fratello maggiore ha attirato la maggior parte dell'attenzione dei media, Albert ha sviluppato molte delle innovazioni che hanno reso El Bulli il ristorante più acclamato al mondo. Nel 2013, Adrià si è esibito da solo all'apertura del Tapas Bar "Tickets" a Barcellona, ​​e negli ultimi anni ha aperto diversi ristoranti - tra cui 41º, Bodega 1900 e Pakta - esplorando diversi lati della tradizione culinaria spagnola .

La nuova stagione di Chef's Table includerà alcune scene dell'inaugurazione di Enigma, il suo nuovo ambizioso progetto culinario.

STAGIONE 6

1) Mashama Bailey è la cuoca del "Gray" (miglior ristorante dell'anno secondo Bill Addison), un ristorante situato a Savannah, in Georgia. La sua cucina è una miscela di cucine del Sud, dell'Africa e del New American, ma subisce anche altre influenze.

Prima di aprire il Gray, la chef ha lavorato al ristorante "Prune" di Gabrielle Hamilton.
La Hamilton ha fornito a Bailey il contatto di John O. Morisano, un venture capitalist che stava progettando di aprire un ristorante in una vecchia stazione degli autobus proprio a Savannah, dove si trova ora il Gray.


2) Sean Brock è lo chef (vincitore del James Beard Award) che ha aperto "Husk", "McCrady's Tavern" e "Minero" a Charleston, nella Carolina del Sud, oltre ad altri ristoranti in altre città del sud.

Lo chef ha aperto la strada a uno stile di cucina che enfatizza la qualità degli ingredienti locali e la storia culinaria del Sud degli Stati Uniti.
Brock ha recentemente scioccato il mondo della ristorazione annunciando il suo ritiro dal gruppo di ristoranti che ha fatto lui una stella; lo chef, infatti, si sta focalizzando su un nuovo, ambizioso, progetto.

3) Asma Khan è la chef-proprietaria di "Darjeeling Express", un acclamato ristorante indiano a Londra.

Khan proviene da una famiglia reale indiana. Si è interessata alla cucina soltando da adulta, quando, mentre lavorava come ricercatrice di diritto costituzionale a Cambridge, in Inghilterra, realizzò che suo marito era un pessimo cuoco. Dopo essersi concentrata sulle ricette di famiglia e aver studiato la cucina Royal Nawabi / Mughal (1930), decise di abbandonare la carriera legale e aprire un suo locale.
Quell'operazione alla fine si trasformò in un ristorante permanente, interamente gestito da donne, che ora è il fiore all'occhiello della città.

Dato che Khan e molti dei suoi membri del team sono secondogenite (in India vi è una situazione molto delicata che riguarda le secondogenite donne), la chef ha deciso di donare i proventi del suo ristorante a una fondazione in India che aiuta altre secondogenite. All'inizio di quest'anno, la chef ha dichiarato alla stampa: "Con il mio impegno voglio che le secondogenite nascano e che abbiano gli stessi diritti dei figli maschi: educazione, un'opportunità e la consapevolezza di non essere un peso per la loro famiglia".

4) Dario Cecchini è un macellaio di fama mondiale che gestisce un negozio di carne e una serie di ristoranti, tra cui una steakhouse e un negozio di hamburger, a Panzano, in Italia.

Sebbene Cecchini provenga da una "lunga stirpe" di macellai, da ragazzo non aveva alcun interesse nell'attività di famiglia, e aveva iniziato a studiare per diventare veterinario. Dopo la morte dei suoi genitori, però, Dario prese le redini nel negozio della sua famiglia, e imparò, dopo circa 10 anni, a padroneggiare il mestiere.
Negli ultimi quarant'anni ha insegnato a numerosi chef di talento l'arte della macelleria, guadagnandosi anche la reputazione di artigiano, filosofo e showman.

Appassionato di Shakespeare e Dante, Cecchini ha coniato lo slogan: “To beef or not to beef? That is the question!”

Foto di Cristian Gianni Cristian Gianni Social Media / Editor

Studente di Economia a Macerata, grande appassionato di film, musica, serie TV e stand-up comedy. Abbonato Netflix dal primo giorno, le sue serie TV preferite sono Breaking Bad, Peaky Blinders e Scrubs.

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