Beasts of No Nation

Immagine tratta da Beasts of No Nation
    137 minuti

La guerra non risparmia nessuno. Persa la famiglia, un bambino si ritrova al servizio di un comandante mercenario.

4,2
 
 
 

Tipologia

Film

Durata

137 minuti

Regista

Cary Joji Fukunaga

Cast

Abraham Attah Ama K. Abebrese Emmanuel "King Kong" Nii Adom Quaye Francis Weddey Idris Elba Jude Akuwudike Kobina Amissah Sam Kurt Egyiawan Richard Pepple

Audio

Tedesco Inglese - Audiodescrizione Spagnolo Europeo Francese Italiano

Sottotitoli

Tedesco Greco Inglese Francese Italiano

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Recensione a cura di Fabio Migliaccio

Basato sull'omonimo romanzo di Uzodinma Iweala, è il primo film interamente prodotto da Netflix con la regia di Cary Fukunaga (che ha diretto la prima stagione di True Detective, per intenderci). 
La storia parte lentamente raccontando del piccolo Agu (uno straordinario Abraham Attah) e della sua famiglia, povera ma felice, che vive in un villaggio di uno Stato non meglio specificato dell'Africa. Agu ci accompagna in questo suo piccolo mondo con la sua voce narrante, mentre lo vediamo spensierato a giocare e sbarcare ingegnosamente il lunario con un gruppo di altri bambini.

Questo scenario tranquillo e felice viene bruscamente interrotto dall'arrivo nel villaggio delle truppe militari governative, che hanno preso il controllo dopo un colpo di Stato e che senza troppi fronzoli - come ormai ci ha abituato un certo cinema che parla di Africa - fanno fuori molti degli abitanti compresa la famiglia di Agu, il quale però riesce a scappare nella boscaglia. Qui viene catturato da un gruppo di ribelli capeggiati dallo statuario "Comandante" (Idris Elba) e trasformato suo malgrado in un soldato bambino. Costretto a lasciarsi la sua infanzia alle spalle, sapendo che non potrà mai tornare ad essere un bambino normale, Agu si ritroverà ad affrontare i crimini e la brutalità della guerra, il saccheggio, lo stupro, la morte e la fame insieme ad altri bambini soldato come lui reclutati a forza dal gruppo dei ribelli.

Possiamo dire che questo film non spicca per originalità o per una trama densa di colpi di scena, ma ci accompagna sapientemente per mano nella guerra vista dagli occhi di un innocente bambino che viene trasformato, di fatto, anch'egli in una bestia. Il modo di raccontare l'orrore della guerra ricorda a tratti il Vietnam hollywoodiano, illogico, caotico, folle e delirante, senza soffermarsi troppo sulle scene di violenza e massacri, ma senza per questo rendere meno drammatica la situazione.

Il livello della produzione è alto e gli attori principali bravissimi, soprattutto Attah vista la sua giovane età, ma la storia non è sufficientemente forte da renderlo un vero capolavoro, pur essendo uno splendido e ben raccontato spaccato di una triste realtà che noi, lontani e al sicuro, spesso dimentichiamo.

Il doppiaggio italiano, con un forzato parlare sgrammaticato del bambino e con dei sottotitoli a volte messi su audio già doppiato, lo rendono imperfetto da questo punto di vista. Anche i dialoghi in lingua originale africana a volte si mescolano con i dialoghi doppiati senza un apparente senso.

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