Cinque film anni '90 da recuperare su Netflix

lunedì 18 febbraio 2019 di Bruno Manfredi Film, Forrest Gump, Matrix, Il grande Lebowski, L'esercito delle dodici scimmie, Mrs. Doubtfire
Immagine tratta da Cinque film anni '90 da recuperare su Netflix
Il catalgo di Netflix oltre che sugli Original può contare anche su una nutrita presena di film appartenenti a diverse generazioni passate. Oggi ve ne consigliamo cinque usciti nel corso degli anni '90

Non solo Stranger Things o Unbreakable Kimmy Schimdt. Tra i prodotti di punta presenti all'interno della nota piattaforma streaming possiamo trovare anche un considerevole numero di film, tra cui molti appartenenti a una delle decadi più significative per l'avvento della generazione pop che stiamo attualmendo rivivendo: gli anni '90.

L'impatto estetico non sarà stato così dirompente come il decennio che lo ha preceduto, ma nonostante ciò non sono mancate le grandi opere che ancora adesso influenzano le maggiori produzioni cinematografiche.

Ecco cinque film presenti attualmente su Netflix prodotti e girati durante gli anni '90:

Forrest Gump (1994)

Diretto da Robert Zemeckis, regista della trilogia di Ritorno al futuro, Forrest Gump è uno dei lungometraggi cult degli anni '90. Tom Hanks regala al pubblico una delle interpretazioni più intense ed emozionanti di quel periodo. Al centro delle vicende troviamo il personaggio interpretato dallo stesso Hanks, un uomo dall'animo semplice e ingenuo che attraverso le sue stravaganti storie ci restituirà un lungo spaccato di vita (e società) americana del tardo Novecento. Tra il conflitto il Vietnam e l'amore per la giovane Jenny, sarà impossibile non emozionarsi di fronte alla divertente, drammatica e a tratti surreale vita di Forrest Gump.

Matrix (1999)

Il genere fantascientifico è uno di quelli più complessi e dibattuti, ma allo stesso tempo capace di regalare delle vere e proprie perle in ambito cinematografico. Il 1999 è un anno fondamentale per il genere, sopratutto nel circuito delle grandi distribuzioni, perché vede l'uscita di Matrix, il film diretto da Lana e Lily Wachowski, e con protagonista Keanu Reeves. Thomas Anderson (Reeves) di giorno svolge un normale lavoro da programmatore, mentre la notte, attraverso l'identità virtuale di Neo, diventa un abile e ricercato hacker. Neo percepisce che il mondo reale, quello in cui vive ogni giorno, non è come sembra, che ci sia qualcosa di intangibile a cui non riesce a dare un nome. I suoi dubbi verranno risolti il giorno in cui farà la conoscenza di un altro rinomato hacker, Morpheus. A quel punto Neo sarà chiamato a fare una scelta radicale: accettare il mondo reale o vivere in quello virtuale?

Matrix mantiene fede a tutti gli stilemi classici della fantascienza. Non si limita a descrivere un mondo futuristico, anzi attraverso l'estetica ne erige le regole e le particolarità. I temi trattati, poi, non sono banali: presa di coscienza, predestinazione, realtà e società moderna. Attraverso queste colonne portanti, Matrix è riuscito a ritagliarsi un posto speciale tra i film di fantascienza moderni. E la sua eredità, narrativa e tecnica, è visibile tuttora nelle produzioni più recenti.

Il grande Lebowski (1998)

I fratelli Coen, registi de Il grande Lebowski, generalmente non sbagliano mai un colpo. E questo film ne è stata l'ennesima dimostrazione: irriverente, dissacrante, citazionista e onirico.

Jeffrey Lebowski, sopranniminato il drugo, è un uomo che vive alla giornata. Svogliato, sciatto e pigro, si ritroverà coinvolto in una situazione complicata quando due tipi loschi lo scambieranno per un'altra persona.

Descrivere la trama de Il grande Lebowski non avrebbe molto senso. E' un'opera che vive dello stile inconfondibile dei due registi che mescolano in un enorme calderone tutte le loro peculiarità. Un'esperienza visiva tra le più riconoscibili degli ultimi decenni, a cui non mancano personaggi sopra le righe, vicende al limite del grottesco e una forte dose di disillusione nichilista.

L'esercito delle 12 scimmie (1995)

Ritorna un altro esponente del genere fantascientifico. Questa volta alla regia troviamo Terry Gilliam, con Bruce Willis nel ruolo del protagonista. In un futuro distopico la popolazione terrestre è stata decimata da un terribile virus e adesso è costretta a vivere sotto terra. Per cercare di risolvere il problema, James Cole (Willis) viene inviato indietro nel tempo sperando così di poter salvare l'umanità.

Dopo Brazil, Gilliam confeziona un'altra pellicola capace di distinguersi nell'enorme panorama visivo che affolla il genere. Probabilmente non siamo di fronte a un capolavoro come lo era stato il film del 1985, ma L'esercito delle 12 scimmie grazie all'estetica distopica del proprio regista, riesce a trasmettere quelle sensazioni di angoscia e desolazione che per determinati prodotti risultano quasi fondamentali.

Mrs. Doubtfire (1993)

Concludiamo questa rassegna di titoli dedicati all'ultimo decennio dello scorso millennio, con una commedia leggera, ma allo stesso tempo ironica e commovente.

I motori immobili di questo film sono Chris Columbus e Robin William. Un connubio, per il genere, da ritenere praticamente perfetto. Il regista è uno dei più grandi rappresentanti delle commedie e dei film per famiglie (Mamma ho perso l'aereo, Tutto quella notte, L'uomo bicentenario, Harry Potter e la pietra filosofale), mentre Williams, purtroppo scomparso prematuramente, è stato un punto di riferimento per la caratterizzazione comica con cui era capace di far emergere i propri personaggi.

Daniel Hillard è un doppiatore a cui piace trasmettere il proprio entusiasmo e la propria gioia di vivere ai figli e a tutte le persone che lo circondano. Questa situazione, però, non viene più tollerata dalla moglie Miranda che pretende più serietà dai comportamenti del marito. Così, dopo l'ennesimo scontro tra i due, lei decide di chiedere il divorzio. Impossibilitato a vedere costantemente i propri figli, Daniel deciderà di trasformarsi nella simpatica governante Mrs. Doubtfire, in modo da poter stare più vicino possibible con la sua famiglia.

Mrs. Doubtfire è un film adatto a tutti. L'ideale per chi cerca di sorridere davanti alle stravaganti gag di Robin Williams, ma anche perfetto per chi vuole vedere una storia semplice ed emozionante.

Foto di Bruno Manfredi Bruno Manfredi Editor

Privo di qualsiasi forma di talento si è ritrovato suo malgrado fagocitato da tutto ciò che la cultura pop anni 80 e 90 ha avuto da offrirgli. Innamorato (ma giustamente non ricambiato) di Cinema, Filosofia, Fotografia, Videogame, Serie Tv e – ogni tanto – di qualche fumetto, da quando ha scoperto Netflix ha completamente azzerato il suo contatore sociale. Almeno una volta al mese sente il bisogno fisiologico di rivedere Jurassic Park.

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