Budapest: recensione della nuova commedia francese

lunedì 18 marzo 2019 di Paolo Bruini News, Film, Budapest
Immagine tratta da Budapest: recensione della nuova commedia francese
Il nuovo film francese "Budapest" si muove tra alti e bassi cercando di mostrarci un mondo tutto nuovo: ma non lasciatevi ingannare, non è solo una storia sugli addii al celibato.

La nuova pellicola francese che da poco ha solcato i palchi di Netflix prende il nome di "Budapest" e pare stia riscuotendo i suoi primi successi; lo show, quasi del tutto ambientato in Ungheria, si mostra un po' titubante nel proporre una cornice comica che potrebbe sapere di già visto.

La trama segue una storia vera, ovvero l'impresa di due contabili francesi delusi dalla qualità degli addii al celibato nel loro paese. Si perché pare che a Parigi i locali esclusivi siano sempre più inaccessibili ed il lusso -anche pagando- pone regole insensate. Allora il colpo di genio, inventare un modo per permettere ai francesi di fare esperienze veramente irripetibili ma ad un prezzo comprensibile. La risposta arriva da una spogliarellista: Budapest, città dove il divertimento ad alti livelli non è per forza correlato alla ricchezza e l'eccentricitá regna sovrana, capace di offrire (con poco denaro) addirittura delle gite su un carroarmato o esperienza sessuali illimitate. Ai nostri due protagonisti, già sposati e con abitudini molto sedentarie, non macheranno quindi una lunga serie di tentazioni a cui resistere e di guai ai quali porre rimedio.

La pellicola -che ha come tema i devasti derivati dagli addii al celibato- potrebbe erroneamente farci credere di essere già pronti a quello che poi si andrà a vedere. In effetti sì, c'è a tutti gli effetti un cocktail tra distruzione, follie ed autolesionismi: ma gestito in un modo abbastanza nuovo. Ovviamente l'antesignano a cui pensare è Una notte da leoni, constatazione comprensibile, probabilmente fonte d'ispirazione per la pellicola, ma non di plagio. Budapest è un progetto, segue un filone narrativo, ha dei protagonisti che sviluppano intenzioni e cercano volutamente quel delirio; devono farne business e farne tesoro, allora si defila un viaggio che sprofonda sempre più nella perdizione, risucchiando i due sventurati nel potere. Così, volendo sempre più libertà per chi festeggia il proprio addio al celibato, i due cercaoro si mettono a cercare libertà irrefrenata anche per sè stessi; ci cadono letteralmente, seppur partendo con le migliori intenzioni. Chi è stato a Budapest lo sa, è una città che offre tutto o quasi con poco sforzo e, veramente, a prezzi bassi; non casuale la puntigliosa frecciata al turismo sciacalloide europeo verso gli svantaggiati paesi dell'est, che a loro volta mangiano sulle sproporzioni di ricchezze dei coetanei francesi (per non dire italiani o tedeschi).

Ultimo tra i lavori del regista Xavier Gens, nonchè primo tra le commedie, potremmo dire che Budapest si ponga come un buon passatempo e come quel film capace di far passare indenne una serata con amici. Certamente utile l'aiuto proposto da Manu Payet e Jonathan Cohen nel dare ai due protagonisti tutta la vivacità necessaria; inoltre abbiamo citato prima il riferimento ad una storia reale, per i più curiosi e per chiunque avesse in mente un viaggio particolare e fuori porta, vi sveliamo che il film si è ispirato all'impresa di Aurélien Boudier e Alexandre Martucci. Questi due amici del college sono i fondatori di Crazy-EVG, un'organizzazione molto nota per le folli notti di addio al celibato; infatti pare che siano davvero nel listino prezzi le simulazioni di rapimento, la distruzione di un'auto, gli attacchi di cani e così via.

Foto di Paolo Bruini Paolo Bruini Editor

Laurea in Lettere Moderne conseguita a Bologna, appassionato di poesia, teatro e letteratura. Passa il suo tempo a scribacchiare cose qua e là, mettendo le mani in pasta a mille idee. Ama la musica vecchia e i felini, specie se voluminosi. Il suo obiettivo è partorire e fornire spunti di riflessione su qualsiasi contenuto Netflix gli capiti davanti.

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