Best of 2018: i film e le serie TV preferite dalla redazione di Netflix Lovers

giovedì 3 gennaio 2019 di Bruno Manfredi, Costanza Pol, Cristiana Puntoriero, Flavia Garlisi, Paolo Bruini Film, Serie TV, Netflix Originals, Hill House, Santa Clarita Diet, Dark, Natale a 5 Stelle, Sulla mia pelle, The End of the F***ing World, Glow, The Rain, La ballata di Buster Scruggs, Maniac, Marvel's Daredevil
Immagine tratta da Best of 2018: i film e le serie TV preferite dalla redazione di Netflix Lovers
Per inaugurare il nuovo anno, abbiamo deciso di fare una nostra personale classifica dei film e delle serie TV del 2018 che più ci sono piaciuti, i personaggi che ci hanno impressionato maggiormente e le serie che non vediamo l'ora di vedere.

Ecco allora quelli che sono stati i nostri film preferiti e le nostre serie TV che più ci hanno entusiasmato dell'anno appena trascorso, insieme ai titoli che più aspettiamo in questo 2019!

SERIE TV

- Bruno

5. The End of the F***ing World
Probabilmente la più bella dramedy di questo 2018. The End of the F***ing World mostra attraverso un sottile strato di cinismo narrativo quella che può essere la vita di due adolescenti moderni. I due protagonisti, James e Alyssa, sono degli elementi completamente alieni (e alienati) alla società. Vengono mostrati come disturbati (lui desidera compiere il suo primo omicidio, lei di fuggire da un posto a cui non sente di appartenere) ma in realtà sono solo alla ricerca della loro strada in un mondo spezzato soprattutto nei sentimenti famigliari.
Una Serie TV sincera, cruda e a tratti commovente che riesce a incanalare in modo pacato ed equilibrato il grido di disperazione di un’intera generazione.

4. Hill House
Il genere Horror conserva ancora un fascino particolare. Hill House, quest’anno, è stato l’esempio di come sia possibile unire la componente sovrannaturale con quella drammatica, e tirare fuori un prodotto dalla qualità elevata.
La paura e la tensione in Hill House vengono ben dosate e quello che colpisce di più e riesce a catturare lo spettatore è la drammaticità dei protagonisti e delle vicende che li riguardano. Una serie TV di cui si sentiva davvero il bisogno, per poter interrogarsi sui legami che si vengono a creare tra le persone e come questi possano creare delle vittime (e dei carnefici) inconsapevoli.

3. Glow
Il 2018 molto probabilmente passerà alla storia come uno degli anni più rappresentativi per l’effetto revival degli anni ’80. E se alcune serie TV, come anche alcuni film, spesso si limitano alla semplice citazione da facile applauso, ce ne sono altre che invece sanno come pescare a piene mani nel decennio più glamour del ventesimo secolo per rielaborare qualcosa di completamente originale e visivamente impressionante. Glow, ovviamente, fa parte di questa lista.
Durante l’anno è stata trasmessa la seconda stagione che si è dimostrata dello stesso livello (se non superiore) della prima. Un citazionismo di quell’epoca che fa da sfondo alle vicende ma che non ne fagocita la sceneggiatura, così come un’equilibrata e sottile riproposizione degli stereotipi più eclatanti del periodo.
Glow non è solo uno dei migliori telefilm del 2018, ma anche uno dei migliori telefilm degli ultimi anni.

2. The Terror
Basterebbe citare soltanto il nome di Ridley Scott tra i produttori come garanzia per la serie. Nel contesto attuale delle serie TV (e non solo) infarcite di elementi nostalgici, anche quando non richiesti, The Terror è una piccola perla di originalità. Una serie TV che rifugia da qualsiasi tentativo di ritmo frenetico e che invece ha il coraggio di prendersi tutto il tempo necessario (condizione ormai rara nell’epoca del binge watching moderno) per raccontare allo spettatore una storia semplice ma dagli elementi magnificamente strutturati: mistero, paura, follia e misticismo.
Il tutto poi è reso ulteriormente più evocativo grazie a un’ambientazione e a una scenografia sopra la media. Insomma, una storia drammatica/horror – e di un’altra epoca - ambientata su due navi all’interno di una distesa di ghiaccio che sembra sconfinata. Cosa può volere di più un appassionato di questo genere?

1. Santa Clarita Diet
È la serie TV con la migliore direzione artistica? Ovviamente no. Da questo punto di vista un prodotto come The Terror è decisamente superiore. Allora è la serie TV dalla storia più appassionate? Anche qui la risposta è no. Hill House, ad esempio, ha sceneggiatura molto più dettagliata e ricercata.
Allora come mai Santa Clarita Diet si ritrova al primo posto di questa classifica? Semplice: perché è dannatamente divertente. A cominciare dai due protagonisti interpretati da Drew Barrymore e Timothy Olyphant, perfettamente calati nella parte così come tutto il resto del cast. La trama poi di questa seconda stagione continua con il mood iniziato dalla prima e con la particolarità di continuare a non prendersi mai sul serio, anche di fronte a situazioni che potevano richiederlo. Santa Clarita Diet è il telefilm che più ho apprezzato di questo 2018. Trama grottesca, personaggi sopra le righe e ritmo tenuto costantemente su alti livelli. Il prodotto ideale per chi vuole ‘evadere’ dall’ansia della ricerca del telefilm perfetto da iniziare a guardare. Già, perché Santa Clarita Diet non è una Serie TV perfetta, ma quello che fa gli riesce incredibilmente bene.

- Flavia

1. The Handmaid’s Tale S2
2. Dark S1
3. The End of the f***ing world S1
4. The Haunting of Hill House S1
5. Narcos Mexico S1

- Cristiana

5. Intervention (varie stagioni)
Lontano da qualsiasi tentativo narrativo e visivo di ‘addolcire’ o rendere quantomeno spettacolare il tema delle dipendenze (droga, alcool, disordini alimentari, etc), Intervention è ad oggi la docu-serie più onesta, autentica e atroce degli ultimi anni. Giunta ormai alla sua diciottesima edizione, ogni singolo episodio grazie alla sua particolare forma diaristica, è un viaggio nelle vite infernali di tossicodipendenti o alcolisti americani e di come la pratica del cosiddetto “intervento” sia l’ultimo disperato tentativo da parte dei familiari di portare il proprio caro verso la guarigione.

4. Atlanta. Robbin’ Season
La seconda stagione di Atlanta ha confermato ancora una volta il genio di Donald Glover che firma sequenze memorabili, dialoghi dissacranti e momenti al limite del surreale (uno su tutti l’intero episodio di Teddy Perkins). Dal tema del razzismo a quello della violenza nelle strade di Atlanta fino al racconto del prezzo della fama nella scena hip hop contemporanea, Atlanta è la serie che centra in modo brillante ed intelligente la rappresentazione dell’America più moderna.

3. Skam Italia (seconda stagione)
La versione italiana di Skam ha sbaragliato ogni previsione su chi (moltissimi tra cui chi scrive) storceva il naso all’idea di adattare la serie in più nazioni. Il regista e autore Ludovico Bessegato invece ci ha regalato una stagione (quella su Martino e Niccolò) coinvolgente e romantica; scritta, fotografata e diretta in maniera avvolgente ed intima. Guardando Skam Italia si ha la sensazione di assistere alla vita vera che scorre sullo schermo. Si ha la sensazione di avvicinarsi in punta di piedi alla crescita/scoperta emotiva e personale di un sedicenne romano del 2018. È tutto così misurato ma così grande, così quotidiano ma a tratti quasi sognante che Skam smette di essere solo una serie per farsi educazione sentimentale delle generazioni di oggi.

2. Succession (prima stagione)
C’è davvero voluto poco ma Succession è entrato con passo deciso tra le mie serie preferite di sempre. Il drama in onda su HBO segue le vicende di una facoltosa famiglia newyorkese in stile Murdoch che detiene buona parte del dominio americano dei media e dell’intrattenimento. Detto così sembra noiosissima, in realtà Succession è una feroce satira al potere e alle dinamiche interne di una famiglia di persone complicatissime che si detestano e che sono pronte a pugnalarsi alle spalle. Jeremy Strong è da applausi ad ogni singolo fotogramma, la colonna sonora composta da Nicholas Britell è meravigliosa, la scrittura è tensiva. Da recuperare.

1. Sharp Objects (prima stagione)
Jean-Marc Vallée- Gillian Flynn- Amy Adams. Un regista, un’autrice e un’attrice per creare otto episodi uno più bello dell’altro. Sharp Objects significa catapultarsi in un’atmosfera impalpabile. Grazie alla regia elegante e al montaggio simbolico di Jean-Marc Vallé, viviamo costantemente in un continuo alternarsi tra passato e il presente attraverso la mente e i ricordi della protagonista Camille, accompagnata e tormentata dai fantasmi della sua adolescenza, dall’autolesionismo e dall’alcolismo. Una serietv sul trauma, sulle figure materne e sulla violenza al femminile.

- Paolo

5. The Rain
Un piccolo orgoglio danese, che va incoraggiato e merita senz’altro il suo rinnovo. La serie non ha una tra le trame più originali, ma sfrutta mezzi nuovi e ritmi coinvolgenti. Una pioggia che uccide ed un mistero da risolvere, più grande di tutti, che rapisce l’attenzione!

4. L’alienista
Sicuramente la novità dell’anno che può appassionare ogni fruitore di crime e giallo. I toni verde-scuro ottocenteschi miscelati alla perversione più cupa di un assassino senza scrupoli, da far tremare anche i più abituati al genere!

3. DareDevil S3
Il rinnovo eccellente per la migliore delle serie Marvel mai fatta sulla piattaforma, i villain fanno tremare e la storia non cade in alcun clichè supereroistico. Ma poi, un Vincent d’Onofrio così sadico e terrificante, dove pensate di rivederlo?

2. Bojack Horseman S5
Mondi da capire e il livello di drammaticità forse tra i più alti mai registrati. La quarta stagione di questa serie animata scardina tutto sui conflitti personali e regala perle di un’animazione sperimentale e profonda. Davvero toccante e realistica, per quanto animata.

1. Maniac
Una rivelazione! Un cast straordinario per una storia originale, in un futuro prossimo ma fantasioso. Consigliabile a chiunque, capace di esplorare i mondi più nascosti della psiche con un linguaggio allegorico colmo di idee e immagini che restano impresse.

-Costanza

5. “Paradise Police” ideata da Waco O'Guin e Roger Black è una serie tv animata composta da dieci episodi dalla durata di 30 minuti. Il tono è colloquiale e sarcastico, personalmente mi ricorda un po’ i Griffin, sono dei cartoni animati non per bambini ma per adulti trattando di temi importanti come matrimonio, famiglia e rapporti umani.

4. “The Haunting of hill house” realizzata da Shirley Jackson, è una serie tv horror di 8 episodi da circa 50 minuti con sfumature paranormali. Per me, rientra in quella categoria dell’horror più psicologico piuttosto che splatter.

3. “Safe” creata da Harlen Coben, è una serie di otto episodi nella quale troviamo come personaggio principale Michael C. Hall. Molto interessante è il modo in cui coinvolge lo spettatore a continuare a guardarla, ricca di molti colpi di scena. Sicuramente rientra nella categoria di quelle serie da fare assolutamente il binge watching.

2. Chef’s Table è una serie di documentari creata da David Gelb che racconta, oltre alla vita di cuochi di fama mondiale, la cucina in chiave elegante. Personalmente non mi piace cucinare e nemmeno guardare serie che trattano di cucina, ma il modo di raccontare i piatti la rende fantastica per non parlare delle bellissime basi musicale.

1. Ebbene sì, al primo posto della mia classifica c’è Dark, una serie di origine tedesca realizzata da Baran bo Odar e Jantje Friese. Rientra, a parer mio, in una speciale categoria in quanto il tema centrale è focalizzato su degli spazi temporali e delle conseguenze che ha il tempo sugli esseri umani. Recentemente è stata annunciata una seconda stagione che attenderò con ansia. Super consigliata.




FILM

- Bruno
5. First man
Uno degli eventi più importanti della storia contemporanea – lo sbarco del primo uomo sulla luna - messo in scena da uno dei registi più talentuosi del panorama cinematografico mondiale. First Man già solo per questa premessa non avrebbe bisogno di altre motivazioni per giustificare la propria presenza in classifica. Chazelle si dimostra rispettoso nei confronti del materiale che ha disposizione, ma ciò non gli impedisce di trasmettere alla pellicola quella sensazione di delicatezza che ne contraddistingue la quasi totalità delle inquadrature.
Emozionante e non banale.

4. Annientamento
Alex Garland aveva dimostrato una buona predisposizione con il genere fantascientifico già dal precedente film Ex Machina. Con Annientamento abbiamo avuto un ulteriore dimostrazione di bravura del regista britannico. Il film attraverso elementi storici e ricorrenti del genere, come l’alieno, l’esplorazione e il conflitto, ci mostra una rappresentazione dall’enorme impatto estetico di una tematica mai banale: la contaminazione.
Cosa rimane della nostra coscienza davanti al cambiamento, alla malattia o all’abbandono? Annientamento prova a spiegarcelo. O meglio a domandarselo.

3. Avengers: Infinity War
L’ennesimo film tratto dai fumetti, con i soliti personaggi e le solite gag al limite del demenziale. Tutto quanto vero, se non fosse per un piccolo particolare: Infinity War ribalta completamente la struttura che fino ad allora aveva reso famosi i cinecomic. Un film coraggioso che questa volta cambia il punto di vista classico con cui eravamo abituati a vedere queste pellicole, riuscendo a mettere in atto una piccola tragedia greca su scala popolare, nonché il raggiungimento dell’apice di un progetto durato dieci anni e finora unico nella storia del grande cinema d’intrattenimento.

2. La ballata di Buster Scruggs
I fratelli Coen non sbagliano un colpo e il loro primo film in collaborazione con Netflix avrebbe meritato senza ombra di dubbio il primo posto, se non ci fosse stato un certo film in classifica. La ballata di Buster Scruggs, con la sua struttura a episodi, mette in scena elementi tipici della filmografia dei due registi, non dimenticando di strizzare l’occhio a quella componente nichilista che lentamente (o di primo impatto, a seconda della situazione) destabilizza lo spettatore. Il tutto risulta visivamente ed esteticamente più prorompente grazie proprio all’ambientazione del vecchio west.
Uno dei migliori film del 2018 e (forse) il miglior di quelli presenti su Netflix.

1. L’isola dei cani
Il primo posto non poteva non andare a un film che sprigiona tutta la propria essenza in nome dell’estetica, quest’ultima intesa nel suo significato originario, ovvero come conoscenza che avviene attraverso i sensi. L’isola dei cani è un’opera che racchiude in sé tutto lo sconfinato talento di Wes Anderson, un architetto delle inquadrature che attraverso una geometria raffinata e un utilizzo sublime dei colori riesce a far dialogare l’immagine cinematografica con lo spettatore, senza dover ricorrere a un uso preponderante della parola. Non dimenticando di inserire quel sotto testo filosofico sempre presente nei film del regista americano, che non rifiuta mai di mostrare la complessa dialettica tra la figura totemica dominante e l’elemento innovativo che deve superare il proprio passato e la propria tradizione.
L’Isola dei cani è un gioiello cinematografico, l’ennesimo di Anderson. Un film che con poche e semplici sequenze riesce far capire il significato di concetti problematici come il superamento dell’incomunicabilità e il linguaggio. Per questo motivo (e per tanti altri) lo ritengo il miglior film di tutto il 2018.

- Flavia
1. Green book (visto in anteprima alla Festa del Cinema di Roma)
2. Beautiful boy (visto in anteprima alla Festa del Cinema di Roma)
3. Dogman
4. Ready Player One
5. Tre manifesti a Ebbing, Missouri

- Cristiana

5. Lean On Pete (Andrew Haigh)
Ritratto intimo e misurato di un ragazzo alla ricerca di calore e connessione umana. Dopo Weekend e 45 anni Andrew Haigh si conferma uno dei registi contemporanei che più di tutti riesce a raccontare l'intimità emotiva dei suoi personaggi con respiro e profondità senza cadere nel pietismo. Un road movie che si trasforma in un coming-of-age di spessore dove il protagonista non è alla ricerca di sé stesso ma piuttosto di una casa intesa come vicinanza e legame familiare.

4. God’s Own Country (Francis Lee)
Viscerale ma poetico, tattile ma delicato. L’esordio alla regia di Francis Lee è una storia d’amore totalizzante in cui il muro emotivo del protagonista Johnny viene pian piano abbattuto grazie all’incontro con Gheorghe un immigrato romeno assunto nella fattoria di famiglia per pochi giorni. Girato in modo cronologico e con macchina a mano God’s Own Country è un film importante sul legame tra l’uomo e il mondo animale, sulla necessità che abbiamo degli altri e sulla sensorialità.

3. Sulla Mia Pelle (Alessio Cremonini)
Tra i migliori film Netflix dell’anno, l’opera prima di Alessio Cremonini ricostruisce per immagini gli ultimi 7 giorni di vita di Stefano Cucchi con una regia che decide di farsi asciutta ed essenziale per lasciare spazio al calvario fisco ed emotivo del protagonista interpretato da un grandissimo Alessandro Borghi. Cremonini toglie qualsiasi tipo di artificio drammatico, misura cautamente la colonna sonora, ci mostra i lividi, le ossa, le ferite di Stefano riconsegnandoci un film che a quanto si è dimostrato giuridicamente finalmente possiamo definire “necessario”.

2. Beautiful Boy (Felix Van Groeningen)
Basato sui due libri autobiografici di David e Nic Sheff, il film del regista belga punta tutto su due interpretazioni straordinarie: quelle di Steve Carell e Timothée Chalamet. I due attori costruiscono grazie ad una chimica elettrizzante, magnetica e di fortissimo impatto emotivo la relazione tra un padre e suo figlio durante i lunghi anni di quest’ultimo dalla dipendenza da crystal meth.. Seppur imperfetto, nella pellicola di Van Groeningen la sofferenza nel film arriva tutta. Senza risparmiarsi.


1. Call Me By Your Name (Luca Guadagnino)
Per me il 2018 sono le lacrime sulla poltrona in un cinema romano a gennaio, durante lo scorrere dei titoli di coda di Call Me By Your Name, quando lo sguardo in macchina di Elio rompe la quarta parete spezzando l’incantesimo costruito nei minuti precedenti. Umano, luminoso, romantico e accogliente il film di Guadagnino costruisce un vero e proprio capolavoro facendoci assistere alla creazione dell’amore tra Oliver ed Elio trasportandoci in una dimensione di “elevazione” spirituale.

- Paolo

5. Rimetti a noi i nostri debiti
Lo storia italiana che ci racconta qualcosa di vero, con una regia non scontata o banalizzante. Una Roma cruda, bersagliata dalla povertà e dal debito, dove sopravvivere vuol dire farsi largo tra il senso della morale e la necessità.

4. Eternal sunshine of the spotless mind
Una tra le più grandi imprese tra sceneggiatura e montaggio che la piattaforma abbia mai distribuito; se amate le storie d’amore ma cominciate a notare una certa scontatezza nel linguaggio rosa, è ora di rifarvi gli occhi con questa pellicola.

3. Arrival
Dove la fantascienza assume le sue tinte più esistenziali e filosofiche, un intreccio con il drama che si esprime nella linguistica e nella trasmissione del segno. L’armonia tra immagine, colonna sonora, significati e idee lo pongono agli apici di una lunga tradizione sci-fi.

2. Mr. Nobody
Un viaggio d’esplorazione nel passato, o meglio, in tutti i passati dell’uomo: per rispondere alla domanda “Chi sono?”. Guardare Mr. Nobody può farci perdere ma anche farci ritrovare, con l’artistica rappresentazione della vita, come di una ruota composta da infinite possibilità.

1. Non è un paese per vecchi
Da molto tempo tra le linee di Netflix, ancora capolavoro campione di visualizzazioni. Una storia che porta con sé la violenza del mondo quando questo mondo è dominato dalla casualità dell’istante, che decide arbitrariamente della vita e della morte.

- Costanza

5. Con l'arrivo del Natale credo sia d'obbligo inserire all'interno della mia classifica un cinepanettone ed in questo caso parliamo del film “Natale a cinque stelle" film comico italiano diretto da Marco Risi.

4. The party, film realizzato da Sally Potter è una commedia descritta in chiave cinica con un po’ di ironia inglese. Sicuramente è un film impegnativo che deve essere guardato con grande attenzione.

3. “Il testone invisibile", regia di Stefano Mordoni è un film ricco di colpi di scena con dei dialoghi molto intensi e lunghi, come attore principale c’è Riccardo Scamarcio.

2. “Rimetti a noi i nostri debiti”, regia di Antonio Morabito, tratta di temi molto attuali come la disoccupazione, crisi ecc.. e gli attori oltre ad essere famosi sono davvero bravi.

1. “Sulla mia pelle” è un film di Alessio Cremonini, tratto da una storia vera e con un gran cast. È stato volutamente essere crudo e triste, la trama racconta la vita è gli ultimi giorni di Stefano Cucchi.

PERSONAGGIO/MOMENTO MIGLIORE

Se c’è una costante narrativa del 2018 che più ricorderò sono le sequenze di film o serietv di donne al volante. Dalla sigla di Big Little Lies in cui scorgiamo dal sedile posteriore lo sguardo pensoso delle protagoniste che attraversano in macchina la costa californiana, alla sequenza d’aperura e di chiusura di Lady Bird nelle strade di Sacramento, al cigolio della Volvo di Camille in Sharp Objects, fino al viaggio in macchina di Heidi Bergman (Julia Roberts) nel finale di Homecoming. Sembra come se le donne in macchina, il più delle volte da sole, siano un rimando narrativo in film e serie tv del 2018; come per affermare come la guida sia un momento di libertà, di controllo o di perdita di esso. Quasi a ricordarci come un gesto così apparentemente automatico e quotidiano racchiuda in realtà un forte significato d’indipendenza al femminile. - Cristiana

Personaggio dell’anno: Azumi Fujita è stata decisamente una scoperta. La scienziata e dottoressa che segue gli assurdi processi alle sperimentazioni nella serie Maniac ha un controllatissimo fascino ma cade nella parodia di sé con molto più rumore degli altri personaggi. Sicuramente un polo attrattivo del quale si sarebbe voluto sapere di più nel corso della serie.
Momento dell’anno: Il monologo di Bojack al funerale
Una cosa nuova, una cosa mai vista, che si parli di una serie d’animazione e non: il monologo tenuto da Bojack durante la serie per i funerali della madre è un capolavoro di intrattenimento e sceneggiatura. Da rimanere incollati, con le sole parole di un personaggio che racconta la sua storia ed il suo dramma. - Paolo

Devo dire che non ho trovato un vero attore che mi abbia fatto impazzire però mi è piaciuto molto il ruolo di Diego Luna, attore principale di Narcos Messico. - Costanza

The Mortal Remains, ovvero l’episodio finale de La ballata di Buster Scruggs. Un capitolo/sequenza visivamente bellissimo e impressionate, scritto e interpretato poi come si vede soltanto nei migliori film dei Coen. - Bruno

SERIE TV/ FILM PIU' ATTESI DEL 2019

- Stranger Things 3 (Flavia)

- Watchmen. Il capolavoro a fumetti di Alan Moore nelle mani di una delle menti dietro Lost, Damon Lindelof. Il rischio di fare un buco nell’acqua è altissimo, ma allo stesso tempo la curiosità è tanta. (Bruno)

- Succession stagione 2: perché è finita in maniera così incredibile, così da occhi sbarrati dallo stupore da aprire scenari davvero innumerevoli e incredibili. Aspetto solo di vedere cosa s’inventeranno gli autori che già nella prima stagione ci hanno regalato punti di scrittura già altissimi.
Big Little Lies 2: in realtà solo per vedere Meryl Streep nei panni della suocera di Nicole Kidman. Già capolavoro, Golden Globes, e tutti i premi possibili del 2019. (Cristiana)

- La pellicola riguardo Breaking Bad, che dovrebbe trattare la storia di Jesse a seguito dei tumultuosi fatti con Walter. La lunga epopea travagliatissima del personaggio ha ancora qualcosa da dire e in tantissimi non vedono l’ora di saperne di più. (Paolo)

Foto di Bruno Manfredi Bruno Manfredi Editor

Privo di qualsiasi forma di talento si è ritrovato suo malgrado fagocitato da tutto ciò che la cultura pop anni 80 e 90 ha avuto da offrirgli. Innamorato (ma giustamente non ricambiato) di Cinema, Filosofia, Fotografia, Videogame, Serie Tv e – ogni tanto – di qualche fumetto, da quando ha scoperto Netflix ha completamente azzerato il suo contatore sociale. Almeno una volta al mese sente il bisogno fisiologico di rivedere Jurassic Park.

Foto di Costanza Pol Costanza Pol Editor, Social Media

...

Foto di Cristiana Puntoriero Cristiana Puntoriero Editor

Studio Cinema, Televisione e Produzione Multimediale. Da sempre appassionata di cinema indipendente, in un film cerco sopratutto le storie. Tra i miei film preferiti Mare Dentro, Call Me By Your Name, Frances Ha e Jesus Christ Superstar. Tra le mie serietv preferite The Handmaid's Tale, Atlanta e The Office. Sogno di andare al Sundance Film Festival.

Foto di Flavia Garlisi Flavia Garlisi Content Manager

Cinefila e series addicted, ha vissuto l'arrivo di Netflix come l'inizio di una nuova era! Laureata in Storia del Cinema, lavora da qualche anno nel settore. Insieme a Fabio, si occupa dei contenuti editoriali del sito... così ha la scusa per fare bingewatching senza sensi di colpa!

Foto di Paolo Bruini Paolo Bruini Editor

Laurea in Lettere Moderne conseguita a Bologna, appassionato di poesia, teatro e letteratura. Passa il suo tempo a scribacchiare cose qua e là, mettendo le mani in pasta a mille idee. Ama la musica vecchia e i felini, specie se voluminosi. Il suo obiettivo è partorire e fornire spunti di riflessione su qualsiasi contenuto Netflix gli capiti davanti.

Questo sito utilizza cookie

Utilizziamo i cookie per i contenuti, integrare social media e video, analizzare il traffico e migliorare gli annunci.
Puoi accettarli o gestirli modificando (anche in seguito) le impostazioni dalla pagina dei cookie. [espandi]

Accetta i cookie