Salvata da una setta apocalittica, Kimmy sbarca a New York, dove scopre un mondo di cui non sospettava nemmeno l'esistenza.
Per una ragazza del Midwest confinata per 15 anni in un bunker sotterraneo non c'è che una meta: New York.
Titolo
Unbreakable Kimmy Schmidt
Tipo
Serie TV
Stagioni
3
Episodi
39
Anno
2016
Genere
Serie TV
Sitcom
Commedie TV
Serie TV americane
Audio
Tedesco
Inglese - audiodescrizione
Spagnolo
Francese
Italiano
Sottotitoli
Tedesco
Greco
Inglese
Francese
Italiano
Ad

Recensione

Unbreakable Kimmy Schmidt è una delle serie comedy più paradossalmente geniali che potete trovare sul catalogo di Netflix (produzione originale, per ora disponibili le prime due stagioni, la terza sarà rilasciata nel 2017)

La protagonista, Kimmy (Ellie Kamper), è stata rapita da adolescente da un autoproclamatosi “reverendo”, Richard Wayne Gary Wayne (Jon Hamm), il quale ha rinchiuso Kimmy in un bunker insieme ad altre due ragazze, Cyndee (Sara Chase) e Gretchen (Lauren Adams) e alla signora Dona Maria Nuňez (Sol Miranda). Il reverendo è riuscito con il tempo a convincere le quattro che l'umanità era finita e che loro erano le uniche sopravvisute, per cui restare nel bunker era la loro unica chance di salvezza.

La serie inizia con la liberazione del gruppo delle quattro, subito ribattezzate dai media le “donne talpa”, quindici anni dopo il rapimento di Kimmy, e segue le avventure di Kimmy a New York mentre cerca per la prima volta di ricostruire la propria vita, ottenendo dei risultati rocamboleschi e dai risvolti tragicomici. La forza di Unbreakable Kimmy è infatti quella di trasformare una situazione potenzialmente drammatica in una serie di eventi al limite del paradossale, facendoli risultare decisamente esilaranti.

Kimmy infatti non sa da dove iniziare, anche perché si ritrova senza soldi e senza casa. Troverà i suoi salvatori in figure piuttosto fuori dall'ordinario: il futuro coinquilino Titus Andromedon (Tituss Burgess), nero omosessuale con l'aspirazione di sfondare nel mondo dello spettacolo, e la proprietaria dell'appartamento dove viviono i due, Lillian (Carol Kane), squattrinata e anziana hippie residente del quartiere malfamato in cui si trova l'abitazione, in perenne lotta solitaria contro la “gentrficazione hipster” dell'area.

Kimmy può permettersi l'affitto perché ha nel frattempo trovato un lavoro come baby-sitter per una signora ricca e oltremodo viziata di Manhattan, Jacqueline Vorhees (Jane Krawloski), la quale vive con la figliastra adolescente Xanthippi (Dylan Gelula). Kimmy nasconde il suo passato alla famiglia di Jacqueline, ma Xanthippe le proverà tutte per smascherare la sua storia, dato che molte cose non le quadrano nei comportamenti della “donna talpa”.

In ogni puntata vediamo come Kimmy cerchi di riprendere il controllo della sua vita; nonostante le cose precipitino spesso in un circolo grottesco e paradossale, la protagonista non si arrende mai e conserva un atteggiamento testardamente ottimista sulla realtà che la circonda. Naturalmente gran parte del divertimento è dato dal fatto che Kimmy dovrà sperimentare per la prima volta a 29 anni molte esperienze che i suoi coetanei hanno già affrontato da un pezzo: trovare un lavoro, andare a un appuntamento galante, andare a scuola. Nulla di tutto ciò prenderà una piega normale o scontata.

Le avventure di contorno sono altrettanto paradossali e comiche, come le improbabili performance canore di Titus (come l'ormai celeberrima “Peeno Noir”), la protesta solitaria di Jacqueline a difesa del degrado del suo quartiere, la vita delle altre “donne talpa” con Cyndee che resta invischiata nei culti e legata ancora al reverendo. Proprio il processo al reverendo, su cui è incentrata la seconda stagione, raggiunge delle vette di surrealismo epiche, con uno script che si prende gioco delle serie giudiziarie americane realizzandone una eccezionale parodia.

In definitiva, una serie che merita decisamente di essere vista.

 

Commento dell'autore

“Unbreakable Kimmy Schmidt” è una serie che vi lascerà interdetti dopo le prime due o tre puntate, perché non è simile ad altre. Le situazioni potranno apparire forzatamente irrealistiche, ma il progredire degli episodi rende il plot decisamente geniale, soprattutto se si coglie, a un livello più dettagliato di analisi, l'irriverenza con cui registi e sceneggiatori mettono in ridicolo diversi aspetti della società contemporanea. Una volta entrati nel meccanismo il divertimento è assicurato, e con ogni probabilità “Unbreakable Kimmy” costituirà una grande scoperta, se siete tra quelli che non la avessero ancora vista. Dato l'umorismo e la positività contagiosa di questa serie, se ne consiglia caldamente la visione dopo gli episodi di Black Mirror! Scherzi a parte, si tratta di una delle migliori serie presenti su Netflix, soprattutto nel suo formato da che varia dai 20 ai 30 minuti a puntata, rendendone leggera anche la fruizione.

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