Santa Clarita Diet: la grottesca serie comedy da recuperare su Netflix

mercoledì 27 marzo 2019 di Bruno Manfredi Serie TV, Horror, Netflix Originals, Santa Clarita Diet
Immagine tratta da Santa Clarita Diet: la grottesca serie comedy da recuperare su Netflix
Il 29 marzo arriverà su Netflix la terza stagione della stravagante serie TV splatter con protagonisti Drew Barrymore e Timothy Olyphant. In questo articolo cercheremo di spiegare i motivi per cui è uno dei migliori prodotti presenti all'interno della nota piattaforma streaming.

Mancano pochi giorni e poi finalmente sarà disponibile su Netflix la terza stagione di Santa Clarita Diet, la serie TV creata da Victor Fresco e interpretata da Drew Barrymore e Timothy Olyphant. Il 29 marzo, infatti, potremo assistere al proseguimento delle avventure di Sheila e Joel dopo il finale aperto della seconda stagione.

Per quale motivo tanto attesa per una serie Netflix che non è sicuramente tra le più esposte mediaticamente? Ecco una serie di motivazioni che potrebbero aiutarvi nel recupero di questo bizzarro e irriverente prodotto.

Una storia fuori dagli schemi

Uno dei tratti peculiari di Santa Clarita Diet è indubbiamente il plot narrativo. Sheila e Joel Hammond sono due agenti immobiliari, molto affiatati tra di loro ma alle prese con una vita relativamente tranquilla. Hanno una figlia, Abby, che frequenta il liceo e sono circondati da una serie di vicini di casa decisamente bizzarri e invadenti. Fin qui non ci sarebbe nulla di particolarmente strano o di diverso da molte altre comedy. Se non fosse per un piccolo particolare: dopo aver vomitato una strana sostanza verde, Sheila rimane morta per alcuni minuti. Al suo risveglio si renderà conto di essere diventata una zombie desiderosa soltanto di carne umana.

Da questo momento in poi la vita degli Hammond, e di tutti coloro che gravitano intorno a loro, inizierà a prendere una piega decisamente paradossale. Infatti le intere giornate dei protagonisti saranno impegnate nel cercare di reperire del cibo per soddisfare la fame di Sheila e, allo stesso tempo, riuscire a non svelare il loro ingombrante segreto. Segreto che ovviamente verrà continuamente messo in pericolo da situazioni grottesche e paradossali.

Una chimica esplosiva

Sheila e Joel Hammond. Ovvero Drew Barrymore e Timothy Olyphant nel ruolo dei due protagonisti. Una coppia che su schermo funziona talmente bene tanto da sembrare due veri coniugi. L'alchimia che sprigionano contagia immediatamente lo spettatore che non potrà fare a meno dell'impulso energetico e dell'irriverenza di Sheila, così come all'entusiasmo di Joel e ai suoi sorrisi perennemente in procinto di sfociare in una crisi di nervi. La scrittura dei due personaggi è stata realizzata raggiungendo un perfetto equilibrio e una giusta distribuzione dei momenti comici. Il tutto, poi, è risultato ancora più convincente grazie alla bravura degli attori.

Pochi ma buoni

A funzionare, nel corso di tutta la serie TV, non sono soltanto i due protagonisti. Anche i personaggi secondari, seppur non presenti in un numero elevato, contribuiscono a rendere piacevole la visione. Abby Hammond, interpretata da Liv Hewson, è la figlia sagace e ribelle di Joel e Sheila. Nonostante la giovane età dimostra grande spirito di sacrificio per aiutare la propria famiglia a sopravvivere dopo la trasformazione di Sheila in non-morta. Riuscita anche la caratterizzazione di Eric Bemis (Skyler Gisondo), il vicino di casa nerd degli Hammond e coetaneo di Abby, innamorato di quest'ultima e catapultato improvvisamente nelle tragicomiche vicende riguardanti l'intera famiglia.

Effetto nostalgia? No, grazie

Il ritorno in pompa magna dell'iconografia e dello stile anni '80 (e in parte anche i '90) si è tramutato, negli ultimi anni, nella nascita di un incontrollato effetto nostalgia che sta 'contagiando' svariati prodotti tra film e serie TV. Se questo surplus di restaurazione generazionale è giustificato per opere come Stranger Things o Guardiani della Galassia, lo stesso non si può dire per tanti altri che ricorrono a un effetto nostalgia anche quando non è richiesto o contestualizzato. Uno dei grandi meriti di Santa Clarita Diet risiede in una rappresentazione, estetica e narrativa, completamente autonoma, legata indubbiamente ad alcuni stilemi del proprio genere, ma originale nel proprio modo di sviluppare la storia e fuori dagli stereotipi che stanno prendendo piede negli ultimi anni. Nessuna traccia musicale vintage, insomma, o citazioni fuori luogo dei cult del decennio pop per eccellenza. Soltanto una storia dal tono sarcastico, leggero e che non vuole prendersi sul serio.

Una serie di cui avevamo bisogno

Per concludere prendiamo in esame un aspetto apparentemente banale, ma che per molti potrebbe avere un'importanza non da poco: la longevità. Santa Clarita Diet, infatti, è una serie TV perfetta per chi è alla ricerca di un binge watching rapido e spensierato. Questo viene reso possibile grazie si, al tono leggero e ricco di humour nero, ma anche a un minutaggio delle puntate che si attesta sui venticinque minuti a episodio. Tutto ciò si traduce in una visione che difficilmente potrà risultare pesante o tediosa. Le scene splatter, inoltre, anche quelle più disturbanti, saranno sempre mediate dalla comicità intrinseca alla serie. Una serie di elementi, dunque, che andranno a comporre un mosaico finale che rende Santa Clarita Diet perfetto per chi è alla ricerca di qualcosa di estremamente immediato o per tutti coloro che vogliono un prodotto diverso dagli altri.

Foto di Bruno Manfredi Bruno Manfredi Editor

Privo di qualsiasi forma di talento si è ritrovato suo malgrado fagocitato da tutto ciò che la cultura pop anni 80 e 90 ha avuto da offrirgli. Innamorato (ma giustamente non ricambiato) di Cinema, Filosofia, Fotografia, Videogame, Serie Tv e – ogni tanto – di qualche fumetto, da quando ha scoperto Netflix ha completamente azzerato il suo contatore sociale. Almeno una volta al mese sente il bisogno fisiologico di rivedere Jurassic Park.

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