Outlaw King: il fuoco della rivolta

martedì 2 aprile 2019 di Paolo Bruini Film, Netflix Originals, Outlaw King - Il re fuorilegge
Immagine tratta da Outlaw King: il fuoco della rivolta
Quando il desiderio di libertà e indipendenza e la volontà di difendere il proprio onore sanno superare ogni barriera: "Outlaw King" è la storia di una passione indomita che affronta ogni limite.

Un'emozionale corsa nella storia che attraversa la forza dilaniata del sentimento e della rivoluzione; narrativa di un popolo continuamente sottomesso, eterno secondo di un Regno che non è mai del tutto "Unito". La Scozia così si rivolta, prende in mano la propria libertà in una storia che ha da raccontare l'esplosiva passione di un orgoglio schiacciato.

Forse sulla trama potremmo spenderci per ore, quello che si narrerà è storia e lo si può facilmente ritrovare sui libri: parliamo infatti dell'ascesa al trono di Roberto I di Scozia e di come sia stato dichiarato un fuorilegge dallo stesso Edoardo I d'Inghilterra. Dove esponenti delle più nobili casate scozzesi si inginocchiano al dominatore inglese, Bruce The Bruce assiste allo stipularsi di una tregua tra Edoardo I e suo padre: quando quest'ultimo morirà e si verrà a conoscenza dell'uccisione del ribelle William Wallace (simbolo della rivolta), Bruce sceglierà di combattere e rivoltarsi. Si farà proclamare Re di Scozia e sposerà Elizabeth de Burgh, una nobile irlandese; da qui cominceranno la caccia e la battaglia per riportare il regno nell'autorità di coloro che vi sono nati, davanti a tutte le più feroci opposizioni e rappresaglie del brutale nemico inglese.

E' proprio una grande forza emotiva, capace di permeare le scene e i personaggi di questo film, che restituisce ai silenzi e alle battaglie la medesima tensione; un profondo desiderio inespresso, come di una taciuta esplosione che Bruce e i suoi compagni covano dentro. Gli sguardi silenziosi capaci di comunicare tutto, da qui si apre anche il rapporto amoroso con Elizabeth, inizialmente considerata un intralcio, una formalità "regale", ma che si trasforma in una forte alleata; la ragazza capitata in un regno di uomini che si fanno la guerra capisce che può giocare sul proprio ruolo e sul suo peso politico. In questa storia viene raccontato un amore dapprima diffidente e che poi impara a credere in sè, che conosce i propri doveri e vuole difendere allo stesso modo i propri ideali.

Chris Pine e Florence Pugh si affiancano creando una sintonia silenziosa, profondamente affettiva e docile; l'attore che interpreta Bruce porta il suo gelido e determinato sguardo attraverso la narrazione, come fisso in un punto, deciso rispetto i propri scopi e punti d'arrivo. In questa commistione di personaggi positivi, in lotta per un ideale di libertà, si affianca la furia dissennata e carnefice del persecutore inglese, che inscena brutalità insensate ed eccessive con lo scopo di spaventare e tenere in scacco i rivoltosi scozzesi. La panoramica sui rapporti di dominio medioevali si mostra in tutta la sua realistica crudezza, non cercando di sorprendere lo spettatore, ma di mostrare gli accadimenti per quello che erano, caricando ancora di più di significato e giustizia la necessità d'indipendenza del popolo scozzese, vittima di soprusi e rappresaglie.

La poesia dei suoi spazi, la Scozia si racconta nella sua sconfinatezza e riluttanza; i cliff, le valli, le colline e i suoi irruenti mari, specchio di un popolo sempre avverso e turbolento. Ad accompagnare i personaggi è costantemente un vento freddo e il grigio del meteo instabile che con emotività avvolge le guerre e i viaggi; sarà proprio questo territorio (fisicamente) a giocare il vantaggio definitivo sulla sconfitta del nemico inglese. Allora la terra d'origine si fa amica, compagna alleata nella battaglia e solida sorella a cui fare ritorno, per la quale battersi e morire.

Foto di Paolo Bruini Paolo Bruini Editor

Laurea in Lettere Moderne conseguita a Bologna, appassionato di poesia, teatro e letteratura. Passa il suo tempo a scribacchiare cose qua e là, mettendo le mani in pasta a mille idee. Ama la musica vecchia e i felini, specie se voluminosi. Il suo obiettivo è partorire e fornire spunti di riflessione su qualsiasi contenuto Netflix gli capiti davanti.

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