Luke Cage è una serie Marvel sviluppata per Netflix che sa intrattenere, non è un gioiello anche se conosce le sue mosse per come bilancia azione e crime, ma ciò che tinge di fascino i suoi episodi sono le suggestive e tonali interpretazioni dei tre terribili villain principali.

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Quasi in contemporanea alla sua vittoria come Miglior attore non protagonista, con l’Oscar alla mano per la straordinaria interpretazione in Moonlight, abbiamo Mahersala Ali il boss trafficante noto come Cottonmouth, erede di una grande fortuna criminosa. Il poliedrico attore porta sulla serie un personaggio che è fierezza pura, senz’ombra di paura, è sguardo intriso d'orgoglio capace di stemperare ogni minaccia e provocazione attraverso una sadica e caratteristica risata.
La tendenziale fedeltà della serie al fumetto è molto labile, dello stesso Cottonmouth nella versione comic esistono varie immagini, riesumate nei modi secchi e violenti dell’abile Ali.

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Diamondback
invece è riprodotto dal ben meno noto attore Erik LaRay Harvey che rivisita una forma fumettistica già frammentata fra numerose versioni. Esistono persino più personaggi con il medesimo nomignolo; nasce allora la nemesi assoluta di Cage, è il nemico “perno” che caratterizza il suo personaggio attraverso l’opposizione al protagonista.
Quello di Harvey è un volto capace di miscelare in dosi proporzianate il sadismo, la precisione e il delirio, agghiaccia con un sorriso su cui possono trasparire tutte le proprie macerie interiori.
 

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Shades è la ciliegia sulla torta, un inaspettato non-protagonista della serie che lentamente acquisisce dominio sui ruoli soppiantando le altre figure con un crescendo di fascino e rilevanza.
Shades-fumetto ha un ruolo minore, decisamente insignificante rispetto ai due boss, ma lo Shades in serie è il personaggio distinto per astuzia, cautela e carisma.
Theo Rossi, noto per la parte in Sons of Anarchy, si cala in un passato insondabile e una voce graffiante, quasi soffocata, una prova d'attore vera e propria che soppianta il personaggio in tutti gli aspetti, l’attrazione verso questo ruolo è rigenerata dallo stesso intento creativo che gli ha dato vita.

Questi villain danno sapore ad una serie che difficilmente si reggerebbe senza il loro aiuto, il Luke Cage di Mike Randal Colter non suggestiona abbastanza, non basterebbe ad un pubblico che desidera sempre più affezionarsi ai propri eroi, è forse il meno accattivante trai personaggi proposti dalle schiere Marvel; fortuna che a reggergli il gioco stanno, paradossalmente, i lavori intensi dei suoi stessi nemici.

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