La Ballata di Buster Scruggs: le parabole secondo i Coen

giovedì 27 dicembre 2018 di Paolo Bruini Netflix Originals, Film, La ballata di Buster Scruggs
Immagine tratta da La Ballata di Buster Scruggs: le parabole secondo i Coen
Il cinema dei Coen sa sempre distinguersi per i suoi temi, per i personaggi ed il caos che lo costituisce e "La Ballata di Buster Scruggs" si consacra come una definitiva apertura ad un nuovo genere.

Un libro contiene le storie del più classico vecchio west, racconti raccolti dalle varietà dell'uomo e riproposti attraverso l'immagine e la narrativa inconfondibile del cinema Coen. Ci sarà Buster Scrugss, il più pericoloso dei killer ma amante delle ballate e delle canzoni, poi la storia di un bandito che mai riesce a scappare dalla forca, anche quando pare baciato dalla più ceca delle fortune. Troveremo un cercatore d'oro e un vecchio circo di storie fantastiche che viaggia per antichi villaggi in cerca di fortuna, oltre a tutte le fatiche delle carovane che attraversano il selvaggio west tra gli incontri più strani. Tutto questo è allegoria, viaggio, parodia di sé e nasconde le coordinate ben precise del grande cinema Coen.

Il duo di registi azzarda l'oltremare, non ha paura di proporre racconti autonomi, ognuno portatore dei propri mondi; così li pone sullo schermo, rappresi nel loro mistero, oscillanti tra la sottile e amara ironia sino al dramma più incidentato. Tornano i loro personaggi, sempre parodizzati, sempre i killer meno credibili al mondo e i fuorilegge più sprovveduti: padrone assoluto è il caos, l'imprevisto, il mutamento, nonchè pilastro fondante della loro tradizione cinematografica. Intingendosi (come sempre) a pieno nella cultura ebraica, i Coen lasciano che a dominare le vicende sia un Quid indomabile e senza nome. Così governa il caso, ogni storia mostra la fallibilitá dell'uomo in tutta la sua goffaggine: ogni storia porta in sè la dimostrazione che nulla è eterno e che anche i più forti non sono che polvere trasportata dal vento. Siamo soffio e lo è il più rinomato tra i pistoleri, cui leggenda non è altro che un provvisorio volto ad un altro più veloce nello sparare; persino il più grande sarà sempre momentaneo, per lasciare spazio ad un altro dopo altrettanto grande, in un eterno ricambio, un eterno ritorno delle medesime storie e vicende.

Storie di uomini affaccendati che cercano un riscatto, il bandito e il cercatore d'oro, ma legati ad un destino: se la forca è, la forca sarà, non importa quanto il fato sarà docile nel rimandarla. Così se l'uomo che si è dimostrato operoso e rispettoso nella ricerca di una ricchezza, in paradossale contrapposizione al dominio del caos, riuscirà a trovarla, essa finisce per appartenergli di diritto. Sono più di degli insegnamenti morali, i Coen sfiorano il genere parabolico; riportano insegnamenti atavici e universali, allegorici ed esistenziali per rappresentare un tratto della realtà. Un universo che è nel caos ma che, quasi per il volere di qualcosa di più grande, compie un'eccezione per gli uomini che vivono nella rettitudine: lo stesso universo che nel suo tumulto di imprevedibilità occasionalmente pare rispondere a qualcosa, per poi ricadere nell'inevitabile e sconosciuto caos. La delicatezza delle rappresentazioni, i colori e le immagini, per non parlare di un cast sempre notevolissimo, sono capaci di regalare un nuovo caso cinematografico. Una novità, un libro di insegnamenti eterni e profondi, che esplorano nell'intimo della realtà.

Foto di Paolo Bruini Paolo Bruini Editor

Laurea in Lettere Moderne conseguita a Bologna, appassionato di poesia, teatro e letteratura. Passa il suo tempo a scribacchiare cose qua e là, mettendo le mani in pasta a mille idee. Ama la musica vecchia e i felini, specie se voluminosi. Il suo obiettivo è partorire e fornire spunti di riflessione su qualsiasi contenuto Netflix gli capiti davanti.

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