Iron Fist 2: la serie trova le sue carte da giocare

martedì 9 ottobre 2018 di Paolo Bruini Serie TV, Netflix Originals, Marvel, Marvel's Iron Fist
Immagine tratta da Iron Fist 2: la serie trova le sue carte da giocare
La seconda stagione di Iron Fist si rivela essere un rinnovamento in qualità e azione, con personaggi che si ridefiniscono. Una stagione in cui la vera protagonista è un'inaspettata nemica.

Iron Fist è giunto alla sua seconda stagione e come i colleghi del reparto Marvel ha accaparrato il suo rinnovo, dopo essersi ininterrottamente intrecciato nelle vicende della New York di Daredevil, Luke Cage e Jessica Jones. Ma la nuova serie è tutta per la sua storia: Danny Rand (interpretato da Finn Jones) è il combattente venuto da un misterioso villaggio tra le montagne cinesi che, con l'aiuto di Colleen (Jessica Henwick), sua compagna di vita e di armi, dovrà fronteggiare la malavita organizzata per le strade di Chinatown

Dopo una prima stagione che aveva davvero lasciato a desiderare, l'Iron Fist torna molto più attento e preciso, e non si intende nello stile di combattimento. Dopo tutti i risultati ottenuti infatti dai compagni nelle serie Marvel, se da un lato abbiamo visto un Daredevil capace di appassionare fin dagli esordi, più affaticati ci erano sembrati invece Luke e Jessica, trovando entrambi più freddezza da parte del pubblico. Il più criticato e meno apprezzato è sempre stato il guerriero coi pugni d'acciaio, dalla narrazione rapida ed inesaustiva ai personaggi privi di carattere, la serie non aveva trovato una direzione, era sembrata soltanto un momento di passaggio per favorire l'esplosivo esordio dei Defenders.

Qualunque sia il motivo, nonostante vi siano stati show ben più attrattivi che hanno subito interruzioni, con le serie Marvel un pubblico affezionato si ritrova sempre: così eccoci alla seconda stagione dell'Iron Fist, che è invece una riscoperta di potenziale e carte da giocare. L'innalzamento di qualità (e forse anche di budget) è complessivo e tocca tutti gli aspetti, facendo del rinnovo di stagione un prodotto molto più fruibile del suo predecessore: partendo da tre aspetti basilari e fondanti:

  • Il ritmo è incalzante, il montaggio è tenuto sotto controllo a favore dei momenti di narrazione e azione, così i tempi morti prendono una bella batosta e l'Iron Fist vanta una nuova velocità narrativa.
  • I personaggi si definiscono nel carattere, la prima stagione aveva trovato volti molto più anonimi e semplificati, pare invece vi sia anche a livello recitativo una maggiore cura nei dettagli e nelle interpretazioni.
  • La storia è personale, non è più un collegamento o un riflesso delle vicende del Diavolo di Hell's Kitchen, ma ha i propri nemici (all'altezza stavolta) e uno sviluppo narrativo che si basa unicamente su ciò che accade al protagonista.

Ma uno dei veri perni della serie è senz'altro la strordinaria nuova villain Mary Walker, interpretata da un'affascinante e impenetrabile Alice Eve (nota forse per l'importante ruolo in She's Out of My League e per il personaggio di Erin in Sex and the city), stavolta si distingue non per bellezza, ma per una prova attoriale oltremodo degna di nota. Detta come va detta, in Iron Fist i personaggi avevano fatto brillare i pugni ma non le espressioni, è sempre mancata la profondità, tra volti scialbi e poco credibili; Eve porta un personaggio curato al dettaglio che alterna una duplice personalità, riesce a fare pietà e trasmettere dolcezza e pochi secondi dopo può tagliare la pietra con la freddezza dello sguardo. Il suo personaggio (ridimensionato per un universo Marvel più realistico ed umanizzato) è il corrispettivo della terribile Typhoid Mary conosciuta anche come Mutant Zero che, nella versione fumettistica, è nota per essere nemica ed ex amante di Daredevil e per vantare poteri ben superiori alla sua versione televisiva. L'attrice dona nuovo carisma alla serie attraverso questa degna intepretazione, che finalmente rilancia l'attenzione, incuriosendo sulla sua storia e sulla sua identità.

Ultimo ma non meno importante tra i protagonisti è senza dubbio il gusto riscoperto per l'arte marziale. L'enorme concentrato di scene di combattimento e i background da lottatori dei protagonisti, conducono Iron Fist a notevoli duelli, che probabilmente possono essere oggetto di interesse per i più appassionati al cinema del kung-fu. Le battaglie si salvano dalla ripetitività e trovano i loro spunti più originali, ogni scena di combattimento si distingue e non è mai troppo lunga; così la seconda stagione della serie riscrive le sue mosse e trova basi coordinate, senza fretta e concentrandosi su sè stessa, in un globale impegno a restituire dignità ad un amatissimo eroe dei fumetti.

Foto di Paolo Bruini Paolo Bruini Editor

Laurea in Lettere Moderne conseguita a Bologna, appassionato di poesia, teatro e letteratura. Passa il suo tempo a scribacchiare cose qua e là, mettendo le mani in pasta a mille idee. Ama la musica vecchia e i felini, specie se voluminosi. Il suo obiettivo è partorire e fornire spunti di riflessione su qualsiasi contenuto Netflix gli capiti davanti.

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