DareDevil 3: quando l'eroe non è solo commerciale

mercoledì 21 novembre 2018 di Paolo Bruini Netflix Originals, News, Serie TV, Marvel, Marvel's Daredevil, Marvel - Luke Cage, Marvel's Iron Fist, Marvel - Jessica Jones
Immagine tratta da DareDevil 3: quando l'eroe non è solo commerciale
No, stavolta il mondo Marvel non ci ha delusi, tutt'altro: ha dimostrato che il lavoro incrociato di ottimi autori e attori può portare ad un prodotto di grande qualità, che riqualifica gli schermi di Netflix ed alimenta l'intramontabile mito del supereroe.

È davvero il caso di congratularsi con il Diavolo di Hell's Chitcken, perché con la terza stagione di "DareDevil", il franchising riparte alla grande senza deludere le aspettative nutrite. A dire il vero non era mai stata questa la serie "problematica", in realtà i supercolleghi degli altri show erano stati i veri responsabili del cigolio alle fondamenta Marvel. Le enormi polemiche infatti rivolte all'indistruttibile Luke Cage e, in particolar modo, a riccioli d'oro Iron Fist, (molto meno invece verso Jessica Jones, del tutto capace di accaparrarsi la sua fetta di ascolti) avevano portato a mettere in dubbio anche il Diavolo Rosso.

Ma di dubbi non ce ne sono, ci troviamo davanti ad un perfetto equilibrio tra azione, varietà di scene, intrecci non prevedibili e colpi di scena: non si scivola in alcuna banalità e gli attori reggono la parte con maestria, ormai fedeli al proprio ruolo. Tra i co-protagonisti l'attenzione si distribuisce su 4 volti in particolare: l'amica giornalista Karen Page (interpretata da Deborah Ann Woll), l'agente dell'FBI Nadeem (retto da Jay Ali), lo straordinario e ormai storico villain Kingpin (ch sappiamo essere Vincent D'Onofrio, attore dal curriculum amplissimo, ha ricoperto ruoli che vanno dal soldato "Palla di Lardo" in Full Metal Jacket e l'indimenticabile Edgar di Man in Black) e il nuovo mostruoso nemico, un ancora non dichiarato Bullseye (interpretato da Wilson Bethel). Il personaggio del Kingpin, molto più noto come Wilson Fisk, ormai erede di un'immensa tradizione fumettistica, è esattamente quel marmo inespugnabile sotto il quale si nasconde la figura di un bambino minuscolo. Una nemesi di crudeltà e ingenio che accalappia l'attenzione guadagnandosi i riflettori del nemico, sempre all'altezza del suo scopo. Il suo grande alleato Bullseye è la controparte folle, un concentrato di nevrosi che trova il suo equilibrio di peso nell'accostamento alla genialità lucida di Fisk. In questa accoppiata il Diavolo (mosso con intensità dall'attore Charlie Cox) raggiungerà un'esasperazione tale da perdere ogni credo: l'espansione psicologica dell'eroe sarà necessaria per affrontare situazioni di maggiore complessità, tra cui l'allontanamento dai codici morali e da tutti gli affetti.

Ad aggregarsi a questi approfondimenti, nel merito dei personaggi, abbiamo Karen Page: l'amica reporter che parla del proprio passato e decide di entrare in guerra, mettendoci anima e corpo, sino al culmine di un faccia a faccia col terribile Fisk, scena impagabile sul piano orchestrale degli eventi. Terminando la rassegna dei meriti c'è anche l'agente Nadeem, costretto a pagare caro per la propria ambizione, sarà il capro espiatorio bianco della narrazione, un personaggio che gioca tutte le carte facendo da ponte narrativo laddove alle forze del bene manca qualcuno che ricerchi davvero la giustizia.

In questa recensione sono stati forniti spunti vari, per dare valore a qualcosa che ha qualità: perché Marvel non è solo sinonimo di fenomeno commerciale ma, talvolta, sa bilanciarsi nella narrativa più convincente.

Foto di Paolo Bruini Paolo Bruini Editor

Laurea in Lettere Moderne conseguita a Bologna, appassionato di poesia, teatro e letteratura. Passa il suo tempo a scribacchiare cose qua e là, mettendo le mani in pasta a mille idee. Ama la musica vecchia e i felini, specie se voluminosi. Il suo obiettivo è partorire e fornire spunti di riflessione su qualsiasi contenuto Netflix gli capiti davanti.

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