David Aragon, addetto alla creazione di prototipi della piattaforma Netflix, in una intervista rivela dei particolari retroscena.

Quanti siete nel team?

Sono nel team che si occupa della gestione del design del sito e del player TV assieme ad altri nove designers. Insieme progettiamo l’esperienza Netflix che tutti i giorni vedete su qualsiasi dispositivo (set-top box, console da gioco, smart TV ecc.).

Lavoriamo tutti insieme, talvolta anche uniti al resto di tutto il team, manager, analisti, ingegneri ed altri.

Che tipo di prototipi create e che strumenti usate per la creazione?

Principalmente io mi occupo di due ambienti in particolare: il browser e il rendering delle immagini sulle TV. Le mie scelte dipendono da ciò di cui necessita la piattaforma per migliorare. Se per esempio dovessi concentrarmi sull’iterazione rapida, lo farò sul browser, in quanto al momento è impossibile battere l’ubiquità del sistema WebKit. Ma se avessi bisogno di vedere come potrebbe essere renderizzata una particolare idea su una TV, chiaramente lo farò direttamente sul motore di rendering della TV, chiamato Gibbon.

In entrambi i casi programmo con JavaScript e React. Sul web, talvolta, aggiungo SSC e WebPack. Sulle TV invece uso GULP.

Come fai a testare prototipi multi-piattaforma una volta che li hai costruiti?

Questo è possibile in quanto, per fortuna, c’è un app dedicata per ogni dispositivo; è rarissimo testare una singola interfaccia grafica su più piattaforme. Per fare un esempio, il panorama delle app TV purtroppo è molto frammentato, quindi testare l’interfaccia TV già di per sé è considerato un lavoro multi-piattaforma. Abbiamo diversi metodi per i benchmark su ogni tipologia di dispositivo. Uno dei tanti è un Raspberry Pi che simula le diverse applicazioni, dal lettore blu-ray alla console da gioco.

Quali sono i tuoi strumenti preferiti?

Senza dubbio mi piace React, è veloce e di facile utilizzo. È semplice tradurre una idea in linguaggio di programmazione.

Lavori con team che si occupano della creazione di algoritmi, altri designers e altri ancora. Netflix, quindi, può essere considerato un ambiente collaborativo?

Non posso parlare per conto di altri, in quanto la principale filosofia di Netflix è quella del contesto e non del controllo. Il manager, quindi, crea le condizioni possibili per svolgere al meglio lavoro di tutti, senza creare fratture o gruppi più piccoli.

Nella fase iniziale di un progetto, spesso facciamo uno sprint lungo tutto il weekend. Una volta che l’idea è matura, lavoriamo a stretto contatto con tutti nella ricerca. Raramente ci preoccupiamo di una specifica data di lancio; ma una volta che l’idea è pronta, passa per una serie di incontri e brainstorming per poi passare all’ingegnere che si occupa della scrittura delle linee di codici.

Quali sono le sfide maggiori che vi trovate ad affrontare nella fase di test di un prodotto che poi verrà utilizzato da una enorme quantità di utenti?

Ottima domanda. I gusti degli utenti sono estremamente personalizzati, quindi sicuramente le idee di uno non sono del tutto compatibili con quelle di un altro.

Potrei pensare a Netflix come la mia sit-com preferita dopo il lavoro, ma per un altro potrebbe essere una baby sitter durante la mattinata. Non posso fare affidamento sulle mie singole idee, in quanto devo tener conto del bacino di utenza enorme e quindi dei gusti di tutti.

La domanda è abbastanza cruciale perché, tornando all’interno del team, ti ritrovi a parlare con persone che chiaramente hanno gusti diversi dai tuoi ma che allo stesso tempo non devono imporli. Per fortuna il nostro team di reclutamento svolge un ottimo lavoro nella ricerca di elementi che possano avere idee quanto più diverse possibile, in quanto così possiamo ottenere feedback utili da tutti.