Il mese di maggio di questo 2018 è stato particolarmente duro per tutti gli amanti delle serie TV: è stato, infatti, un mese all'insegna della cancellazione.
Diversi network hanno deciso di interrompere la produzione di diverse serie televisive (ve ne abbiamo parlato qui), causando l'ira generale dei fan, su più fronti. 

Anche la stessa Netflix si è trovata coinvolta nella bufera delle cancellazioni, dopo i recenti mancati rinnovi di Everthing Sucks e Seven Seconds, entrambe dopo la prima stagione. 
Specialmente la cancellazione della prima citata (qui i motivi) ha provocato una reazione non indifferente da parte dei fan, che hanno provato a farsi sentire a suon di petizioni e campagne sui social, senza però ottenere risultati.

Il caso più eclatante di questo mese è sicuramente quello di Brooklyn Nine-Nine, cancellato dalla FOX e recuperato (e salvato) in extremis dalla NBC, per la gioia dei fan. (Ve ne abbiamo parlato qui in maniera più approfondita)

La stessa Netflix era nella lista dei possibili nomi interessati a rilevare la comedy vincitrice di 2 Golden Globe; come spesso accade, il nome del colosso dello streaming viene accostato ad ogni show cancellato da altri network, come se l'azienda avesse il dovere di riesumare gli scarti altrui solo per la gioia di una fetta del pubblico. 

infatti, se è vero che Netflix ha preso ed ereditato alcuni show di successo destinati alla cancellazione (basti pensare ad Arrested Delevopment), è anche vero che questa politica non può essere considerata come ordinaria e scontata.

Rimanendo in casa Netflix, la cancellazione che più ha destabilizzato l'ambiente è stata sicuramente quella di Sense8.
La serie delle Wachowski, infatti, sembrava aver finito il suo corso dopo la seconda stagione.
I motivi (di cui vi avevamo parlato qui) erano e sono sempre stati chiari e lampanti, e ne avevano parlato anche gli stessi addetti ai lavori: Sense8 è troppo costosa e non abbastanza persone la seguono.

Grazie alle veementi proteste dei fan (sopratutto a suon di hashtag) Netflix ha deciso di dare un finale alla serie, producendo un film di oltre 2 ore che chiuderà la storia. Lo speciale uscirà l'8 giugno di quest'anno, dopo oltre un anno dal finale (aperto) della seconda stagione.

Dopo ogni cancellazione, la reazione dei fan è sempre la stessa, e spesso recita così: "Rinnovano tante serie tv brutte e cancellano questa che invece è bella".
Nell'era di internet è facile farsi sentire (spesso con risultati positivi), ma ogni tanto bisognerebbe fare un passo indietro e riflettere.

Tralasciando la facilità con la quale nel 2018 si interscambiano e confondono soggettività ed oggettività, l'analisi "Serie X viene cancellata e serie Y ha troppe stagioni" nasconde al suo interno la vera essenza del mercato televisivo (e di tutti i mercati): fare soldi.

Sì, perchè per quanto si possa romanticamente sperare che i leader dei grandi network e degli studi di produzione siano anche loro "Serie TV Addicted", purtroppo non è così.
La serie TV è un prodotto, e in quanto tale ha bisogno di un pubblico disposto a "comprarlo".

La longevità di serie come Grey's Anatomy (14 stagioni) e The Big Bang Theory (11 stagioni) non è dovuta ad una simpatia particolare da parte dei produttori, ma è dovuta al fatto che -nonostante tutto- queste serie riescono ad attirare ancora una fetta di pubblico soddisfacente, anno dopo anno. 
E se è vero che a volte si esagera ad allungare il brodo e a produrre stagioni sottotono (vale per molte, molte, molte serie TV), è anche vero che bisogna mettersi nei panni delle emittenti televisive. Perchè rischiare di produrre un nuovo show, un'incognita, quando si può andare sul sicuro?

Per nostra fortuna, Netflix riesce parzialmente ad evitare questo problema, compiendo però dei piccoli sacrifici.
Essendo una piattaforma priva di pubblicità, gli introiti della multinazionale statunitense arrivano principalmente dagli abbonamenti.
Netflix, quindi, deve cercare di accontentare una fetta di pubblico abbastanza ampia da permettere a sempre più persone di abbonarsi: questo spiega l'enorme varietà di prodotti originali all'interno del catalogo.
Se troviamo infatti Stand-Up Comedy, Documentari, Anime, Film e Serie TV è soprattutto grazie alla politica interna, mirata e calibrata per catturare sempre più clienti.

La critica di cui si parlava prima, però, è stata spesso rivolta anche a Netflix.
Si parlava del caso di Sense8, ma si può anche fare riferimento a Stranger Things e 13 Reasons Why, entrambe rinnovate dopo l'enorme successo delle prime stagioni.
Se per Stranger Things il pubblico si è abbastanza diviso, per 13 la posizione è stata abbastanza netta.

Dopo il rinnovo della serie ispirata al libro di Jay Asher, il pubblico si è un po' indispettito.
Nel nostro piccolo, abbiamo effettuato un sondaggio sulla nostra pagina Facebook, chiedendo agli utenti un parere sul rinnovo: il 73% di loro si è detto contrario.

"Rinnovano 13 e cancellano serie come Everythings Sucks/Marco Polo/Sense8/Serie X/Serie Y", è stato uno dei commenti più ricorrenti in questi giorni.

Se da un lato questa critica ha anche senso di esistere (e come tale bisogna rispettarla), dall'altro però può essere facilmente confutata.
Noi NetflixLovers, e in generali tutti gli appasionati del mondo Netflix, dobbiamo solo ringraziare il successo di alcune serie TV, perchè è solo grazie al loro successo che la piattaforma è sempre più ricca, e a giovarne sono soprattutto i prodotti di nicchia.

La seconda stagione di 13 spingerà sicuramente moltissime persone a fare l'abbonamento: molti di loro abbandoneranno lo streaming illegale, molti di loro resteranno abbonati affascinati dalla qualità del servizio, altri faranno la disdetta dopo un mese per tornare nel momento più opportuno, vista l'enorme libertà che Netflix dà agli utenti. 

Purtroppo veder cancellata una serie seguita per tanti anni può provocare nello spettatore rabbia e delusione, ma bisogna essere realisti e guardare la situazione sotto un'altra luce, la più fredda e cinica possibile.
Non ci sono antipatie o simpatie: se una serie TV raggiunge abbastanza spettatori, si può avere la certezza del rinnovo. 
Una serie cancellata è una serie che non ha abbastanza numeri per stare in piedi, e l'amore del pubblico più affezionato può fare ben poco: non per tutti c'è un lieto fine.

Proprio perchè il mondo della televisione -così come quello del cinema- è un business, è sempre bene ricordare ai fan di supportare (per quanto possibile) i loro prodotti preferiti: abbonarsi legalmente, evitare lo streaming pirata e comprare Blu Ray/DVD sono solo alcuni dei modi che ha lo spettatore per farsi sentire, e vi assicuriamo che sono molto più forti ed efficaci di un semplice hashtag.



 

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