After Life: come sopravvivere al dolore

mercoledì 27 marzo 2019 di Paolo Bruini Netflix Originals, Serie TV, After Life
Immagine tratta da After Life: come sopravvivere al dolore
L'interessante racconto di Ricky Gervais affronta temi delicati attraverso la lente della sua comicità cinica e disillusa: il risultato è un rilancio della vita attraverso il genere tragicomico.

Eccoci col nuovo appuntamento di uno dei maestri assoluti della stand-up comedy internazionale, stiamo parlando ovviamente di Ricky Gervais; il comico britannico famoso in tutto il mondo che si fece già conoscere con la serie The Office, torna ora sullo schermo di Netflix con lo show "After Life".

Sono le vicende della vita routinaria di Tony, un giornalista per una piccola testata locale che si occupa di notizie sciocche quanto inutili. La vita del protagonista è però bruscamente interrotta dalla morte della moglie, accadimento che lo lascerà in uno stato totale di depressione sino alle soglie del suicidio. Un piccolo evento lo convince però a restare in vita, il suo cane infatti, mentre lo sconvolto padrone è al limite di una crisi, gli chiede normalmente da mangiare, per questo Tony decide di non compiere subito il gesto definitivo ma vuole di rimandarlo. La vita è però cambiata, o meglio, tutto deve cambiare; se deve vivere, il nostro Tony vuole farlo con ognuno dei lussi di cui può disporre, quello più grande è fare esattamente ciò che vuole. Così si comporta a proprio piacimento in ogni situazione, tratta tutte le persone intorno a sé senza il minimo tatto,: è scortese, ruvido e sgarbato, ignora i problemi altrui e fa i propri comodi alla faccia di chiunque.

Da qui una catena assicurata di comicità cinica e dai gusti britannici. Gervais sfrutta il dolore del suo personaggio e la sua noncuranza per la vita (sua e degli altri) per scontrarsi con tutti gli altri bizzarri e buffi personaggi in scena. Infatti, oltre ad essere ben presente l'iconico gusto dell'autore per la critica e la satira al costume, ancora più bersagliati sono le usanze del senso comune e del buon senso, fino e in special modo al buonismo (tattiche molto care al comico inglese). Ad accompagnare le brillanti sceneggiature a colpi di battute e situazioni paradossali, c'è anche un ben calibrato "comico di situazione": parliamo di quando il protagonista, per la stranezza dei posti e delle persone che incontra, si trova sempre in situazioni paradossali e tragicomiche, che fanno sembrare la cinicità del suo personaggio quasi uno strumento legittimo e necessario per contrastare l'assurdità grottesca del mondo in cui si trova. Potremmo dire il trionfo di questo termine, il cosiddetto tragicomico che domina assoluto sfruttando tutti i punti delicati e salienti di tematiche anche dure da affrontare. Suicidio, disperazione per la perdita di un caro, abbandono di sé; la vita in After Life non è più presa nella sua pesantezza e si mostra per tutta la sua buffa compagine di inetti personaggi. Così fanno il proprio compito le continue caricature goffe che trascinano in discussioni assurde ed offrono a Gervais gli ami per colpire; ma come declinare, dopo la comicità, un tema come la morte per cancro nella scioltezza umoristica di After Life?

Non è uno serie sul cancro questa, o sulla morte, ma molto di più, After Life è un racconto che guarda alla vita. Parla ai vivi e dei vivi e di come questi possano sopravvivere alla morte di un loro caro; non esistono perciò vie uniche o risposte univoche. Tony è depresso e vuole morire, le persone intorno a lui si ritrovano (assieme a lui) a voler rifondare le sue ragioni di vita: è il racconto di un uomo che cerca di ricostruire i propri punti saldi, i propri perché esistenziali.

"Un saggio pianta alberi alla cui ombra non vorrà mai ripararsi."

Più che conclusive le parole impresse da uno dei tanti personaggi un po' assurdi che circondano la vita di Tony, la signora di una certa età che ricorda il marito, nella tomba accanto a quella del protagonista; la frase dice tutto, fa ripartire tutto, rilancia le possibilità. After Life suggerisce la vita per gli altri come una vita che vale ancora la pena vivere, come un'occasione non meno valida: magari coi suoi acciacchi, i suoi vuoti e le sue solitudini e brutture, ma piena di bellezza nella possibilità di edificare con chi si ha vicino.

Foto di Paolo Bruini Paolo Bruini Editor

Laurea in Lettere Moderne conseguita a Bologna, appassionato di poesia, teatro e letteratura. Passa il suo tempo a scribacchiare cose qua e là, mettendo le mani in pasta a mille idee. Ama la musica vecchia e i felini, specie se voluminosi. Il suo obiettivo è partorire e fornire spunti di riflessione su qualsiasi contenuto Netflix gli capiti davanti.

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