Titolo
Fino all'osso
Tipo
Film
Anno
2017
Durata
108 min
Genere
Drammi indipendenti
Dramma
Film indipendenti
Audio
Tedesco
Inglese - audiodescrizione
Spagnolo
Francese
Italiano
Sottotitoli
Tedesco
Greco
Inglese
Francese
Italiano
La ventenne Ellen affetta da anoressia nervosa affronta un viaggio alla scoperta di sé in un centro gestito da un medico alternativo, tra momenti strazianti e divertenti.

Recensione

Fra le uscite firmate Netflix Originals di luglio, “To the bone”, tradotto in “Fino all’osso” brilla decisamente di luce propria.
Ancora una volta, Netflix propone una pellicola che affronta la complessità dei disturbi mentali con uno sguardo critico rispetto alla falsità degli stereotipi, fornendo allo spettatore un prodotto scevro da vittimismi e criticismi.

La figlia d’arte Lily Collins interpreta magnificamente la protagonista, Ellen, un’artista di vent’anni che soffre di anoressia nervosa.

Dopo alcuni tentativi di riabilitazione presso cliniche di zona, la compagna di suo padre riesce ad ottenere che Ellen sia seguita dal Dott. William Beckham, uno specialista noto per i suoi metodi fuori dall’ordinario.
Ellen viene quindi nuovamente ricoverata, intraprendendo un nuovo percorso in quella che viene definita la “Casa”, insieme ad altre sette persone.
Nelle regole che la giovane protagonista apprenderà al suo arrivo, lo spettatore percepisce il valore dell’autodeterminazione e della responsabilizzazione del soggetto in cura, in totale contrapposizione rispetto alle regole e ai ricatti emotivi ai quali è stata sottoposta dalla sua famiglia.

 

Il film non evidenzia una rassicurante struttura circolare, né illude lo spettatore con un climax ascendente che vede la protagonista guarire improvvisamente: piuttosto, con dolorosa ironia, mostra realisticamente un processo di consapevolezza di una persona malata di DCA.

Da ogni inquadratura traspare la volontà di Marti Noxon, regista e sceneggiatore, di rendere la realtà di una malattia così mostruosa: il corpo di Ellen non viene mai usato come monito, né viene ridotto a mero esempio antiestetico atto ad istigare terrore o indignazione per la malattia, piuttosto scopriremo molte delle conseguenze taciute dell’anoressia come l’incremento della peluria e il peggioramento delle condizioni della pelle e dei capelli. L’onestà disarmante di questa pellicola costringe lo spettatore a prendere atto della disinformazione e dell’ignoranza che aleggiano intorno ai DCA: l’infastidito invito a mangiare senza fare storie, la minaccia di abbandono o di allontanamento se non si rispetta il patto di non morire di fame, sono espressione di un metodo comunicativo errato e a volte dannoso.

Lo scarso approfondimento delle figure genitoriali sottolinea forse la superficialità degli stessi da un lato e la mancanza di strumenti reali e corretti che siano di aiuto alla protagonista dall’altro. Non vedremo mai il padre di Ellen, benché sia chiamato a partecipare a vari momenti del percorso di riabilitazione della figlia, segnale evidente della sua lapidaria assenza.
Conosceremo poco anche coloro che abitano la Casa, e mai si tenterà di analizzare i fattori scatenanti della loro malattia, forse a sottolinearne la complessità: allo spettatore viene dolcemente sottratta la possibilità di emettere un giudizio, così come di ridurre a stereotipo i personaggi. Su quest’onda notiamo la presenza di un ballerino, in cura nella Casa da diversi mesi, che abbatte ogni stereotipo circa il suo orientamento sessuale e prima ancora sulla sua malattia: spesso si dimentica che i disturbi alimentari colpiscono anche migliaia di ragazzi.

Un prodotto di altissima qualità, dotato di un’estetica curata e fortemente comunicativa: ricordiamo la scelta di una color correction a tinte pallide che rimanda all’ambiente artistico di Ellen, nota su Tumblr per i suoi disegni, e i costumi, efficacissimi a comunicare allo spettatore tratti altrimenti ignoti della personalità dei personaggi.

Presentato il 22 gennaio al Sundance Film Festival 2017, dal 14 luglio 2017 “Fino all’osso” viene distribuito in tutto il mondo come prodotto originale Netflix.

Un altro punto per Netflix!

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