Titolo
Making a Murderer
Tipo
Documentario
Anno
2015
Genere
TV Shows
Documentaries
Documentari sul crimine
Serie TV Crime
Audio
Italiano
Inglese
Francese
Tedesco
Sottotitoli
Italiano
Inglese
Francese
Tedesco
Rating
T (per tutti)
Aggiunto il
18 dicembre 2015
Thriller tratto da una storia vera: la vittima di un errore giudiziario denuncia la corruzione della polizia, ma viene accusato di un nuovo crimine.
4,5
Punteggio Netflix Lovers
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Trailer

Trailer rimosso su richiesta della SIAE. Potete comunque trovarlo su YouTube a questo link.

Recensione

Making a Murderer è una serie originale di Netflix in dieci puntate, del recente genere true crime, che racconta la vicenda legale di Steven Avery.  

Steven è un cittadino della contea di Manitowoc, Wisconsin. Non è molto integrato con la comunità in cui vive ed ha dei piccoli problemi con la legge, niente di particolarmente grave. Tutto sommato si può dire che sia una persona normale, con una vita normale. Almeno fino al 1985. Una sua concittadina, Penny  Beernsten, vittima di una aggressione, indentifica Avery come il colpevole e per questo è condannato a 32 anni di carcere per stupro e tentato omicidio. Steven si dichiara innocente, ma nessuno gli crede e finisce in prigione. Ci rimane 18 anni, fino a quando la sua innocenza viene provata con il DNA.

Una volta libero, Steven decide di fare causa al dipartimento dello sceriffo chiedendo 36 milioni di dollari di danni. Sia per l’inferno che ha dovuto vivere, sia per la negligenza - se vogliamo essere moderati - della polizia nelle indagini sul suo caso.

Fosse tutta qua la storia, varrebbe già la pena di essere raccontata. Il fatto è che a questo punto Steven non sa che l’inferno che ha appena passato è solo l’inizio dei suoi problemi.
Quello che ho tentato di riassumere è solo una parte del preambolo alla serie più incredibile di tutta l’offerta Netflix.

Le autrici e registe di questo documentario, Laura Ricciardi e Moira Demos, hanno seguito e filmato per ben 10 anni (!!!) per realizzare questi 10 episodi di un’ora ciascuno. Con questa serie ci accompagnano alla scoperta di un caso che sembra scritto a tavolino per tenerci attaccati allo schermo, ma quello che vedrete è successo davvero: ci sono a supporto interviste ai familiari, filmati della polizia, reperti audio, scene del processo... C’è insomma tutto quanto possa servire per immergere lo spettatore in una realtà angosciante, dove la realtà supera la fantasia.

La quantità di lavoro che c’è dietro, lo splendido storytelling e  la qualità complessiva, fanno di questa serie uno dei migliori esempi del genere true crime di sempre. E a sottolinearlo ci sono i voti altissimi che questa serie ha riscosso su tutti i siti, rendendola la più votata produzione originale Netflix.

Commento dell'autore

Vittima delle trasmissioni pomeridiane sui canali generalisti, sono sempre stato convinto che le cronache giudiziarie convertite allo storytelling fossero una roba becera. Qualcosa pensato per chi fosse morbosamente attratto dalle storie di sangue, di cui (s)parlare ed esprimere un’opinione fosse ingiusto ed anche un po’ scorretto. Making a Murderer mi ha fatto ricredere. È a mio avviso una serie, insieme a Serial e the Jinx, che è riuscita a nobilitare il true crime producendo qualcosa che è ora è riconoscibile come arte.

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