Titolo
Gravity
Tipo
Film
Anno
2013
Durata
90 min
Genere
Sci-Fi & Fantasy
Dramas
Thrillers
Thriller di fantascienza
Audio
Italiano
Inglese
Sottotitoli
Italiano
Inglese
Rating
T (per tutti)
Aggiunto il
15 aprile 2016
Gli astronauti Ryan Stone e Matt Kowalsky lavorano ad alcune riparazioni di una stazione orbitante nello spazio quando un'imprevedibile catena di eventi gli scaraventa contro una tempesta di detriti. L'impatto è devastante, distrugge la loro stazione e li lascia a vagare nello spazio nel disperato tentativo di sopravvivere e trovare una maniera per tornare sulla Terra.
3,9
Punteggio Netflix Lovers
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Trailer

Trailer rimosso su richiesta della SIAE. Potete comunque trovarlo su YouTube a questo link.

Recensione

Ansia. La recensione potrebbe finire anche ora, con questa parola: ansia.

Si, perché Gravity in tutta la sua durata trasmette solo questo. Però, per dovere di cronaca, analizziamo anche tutti gli altri aspetti di questo film vincitore di ben 7 premi Oscar:

- migliore regia
- miglior fotografia
- miglior montaggio
- migliori effetti speciali
- miglior sonoro
- miglior montaggio sonoro
- miglior colonna sonora.

La trama tratta di un ingegnere biomerico, Ryan Stone (interpretata da Sandra Bullock) e dell’astronauta Matt Kowalsky (interpretato da George Clooney) alle prese con una missione di riparazione nello spazio del telescopio Hubble. Il tutto prende una bruttissima piega quando uno sciame di detriti colpisce e distrugge la Stazione Spaziale Internazionale. I due scienziati resteranno soli nello spazio e dovranno salvarsi, in un modo o nell’altro.

Nell’arco dei 90 minuti si respira un’aria di ansia, preoccupazione, paura con in più in certo senso di “asfissia” durante le riprese dall’interno dei caschi delle tute spaziali. Le immagini sono spettacolari e per un momento fanno credere allo spettatore di essere lì di persona. In tanti momenti è dentro la tuta dei protagonisti e  vede la Terra e tutto ciò che lo circonda come una centrifuga  senza controllo.

Il film potrebbe essere anche un manifesto per la rinascita dell’uomo; parecchi elementi, come il cavo che collega i due astronauti, lo spazio vuoto e silenzioso, alcune pose che assumono i protagonisti, fanno credere che più che trovarsi nello spazio, i due sono all’interno di una grandissima ed infinita sacca amniotica nella quale, attraverso le loro mille emozioni, rinascono ad una nuova vita e che questa esperienza spaziale resterà per sempre nelle loro menti.

Il film fa grandissimo uso della computer grafica, ma più che rappresentare cose irreali, viene usata per creare elementi realistici per una perfetta riproduzione dell’ambiente spaziale.

Dal punto di vista scientifico però, alcuni astronauti del calibro di Samantha Cristoforetti, Luca Parmitano e in generale molti esperti di astrofisica, hanno trovato diversi (forse troppi) difetti nella rappresentazione della vita nello spazio e in altri elementi di scena; alcuni di essi possono essere notati anche dai meno esperti. Piuttosto che elencarli tutti, su Wikipedia c’è una approfondita analisi scientifica del film. Alcuni di essi sono evidenti e potrebbero far storcere il naso anche a coloro i quali hanno seguito le “avventure spaziali” dei due nostri astronauti connazionali.

 
SPOILER

In generale però, vale assolutamente la pena vedere questo film, soprattutto per l'interpretazione di Sandra Bullock, fatta davvero con i fiocchi!

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