Titolo
V for Vendetta
Tipo
Film
Anno
2005
Durata
132 min
Audio
Italiano
Inglese
Sottotitoli
Italiano
Inglese
Rating
T (per tutti)
Rimosso il
20 aprile 2017
In un'Inghilterra scampata alla guerra nucleare e oppressa da una dittatura poliziesca, una giovane donna, Evey viene salvata da un uomo dal volto coperto da una maschera. Il suo nome è V, vuole vendicarsi di coloro che l'hanno internato in un campo di concentramento e l'hanno sottoposto a crudeli esperimenti medici; inizia così la sua rivolta contro il potere, cercando di sollevare i suoi concittadini contro la tirannia. Scoperta la verità sul passato di V, Evey trova in sè stesa una nuova forza e diventa un'alleata nel piano dell'uomo per ristabilire la libertà.
3,9
Punteggio Netflix Lovers
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Trailer

Trailer disponibile su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=P2VN5dbJsho.

Recensione

V per Vendetta è un film del 2005 diretto da James Mc Teigue e sceneggiato dalle sorelle Wachowski (Matrix, Sense 8, Cloud Atlas). Il film è tratto dal romanzo di Alan Moore illustrato da David Lloyd.

La trama è ambientata in una Londra di un futuro distopico, che riecheggia per molti versi 1984 di George Orwell rivisitandolo in chiave moderna. Il protagonista del film è “V” (un eccezionale Hugo Weaving), sfigurato in volto (nel film se ne scopriranno le ragioni) indossa la maschera di Guy Fawkes, radicale cattolico che tentò nel 1605 di far saltare il Parlamento inglese venendo fermato all’ultimo (pericolo scampato che si festeggia tutt’oggi in Inghilterra ogni 5 novembre).

“V” vuole rovesciare il regime totalitario del dittatore senza scrupoli che governa il Regno Unito, il cancelliere Adam Sutler che ha instaurato un regno di odio e terrore, e si propone di farlo con la violenza (da qui il richiamo a Guy Fawkes). Nel mentre, “V” è devoto alla difesa dei più deboli e la sua strada si incrocia già dall’inizio del film con quella dell’affascinante Evey Hammond (Natalie Portman), che lavora per la televisione di stato. La trama prenderà continuamente pieghe inaspettate, con gli ispettori di polizia del regime Eric Finch (Stephen Rea) e Dominic Stonch (Rupert Graves) sulle tracce delle azioni di disturbo di “V” come quella probabilmente più famosa del film: l’irruzione negli studi televisivi della tv di Stato da dove incita la popolazione alla rivoluzione. La trama parallela segue la vendetta di “V” verso coloro che lo hanno sfigurato nel corso di oscuri esperimenti governativi.

Al centro della storia troviamo una pluralità di elementi. Da un lato è evidente il richiamo a un’ideologia anarchica (la “V” del simbolo richiama esplicitamente la “A” anarchica), ma il film non si esaurisce qui: c’è il rapporto tra l’oppressione del governo e la reazione del popolo, la critica sociale alla modernità e ai mass media strumento del potere, i diritti per l’identità di genere o la questione della tortura e degli esperimenti genetici e soprattutto la vendetta, la grande protagonista del film.

Il film è girato in maniera brillante, per quanto generalmente non sempre apprezzato dai puristi del fumetto (d’altra parte la frase “questo film è molto meglio del libro” non è probabilmente mai stata pronunciata nella storia!), ma la sua vera forza sta più nel messaggio simbolico e nella capacità d’influenzare anche il presente con alcuni messaggi, basti pensare al gruppo di Anonymous i cui membri si presentano con la stessa maschera e nella stessa forma di “V” nelle loro apparizioni in video. Più in generale, il film (e dunque anche il fumetto) anticipano molte delle tematiche che oggi vediamo presenti nell’attualità: l’utilizzo dei media, la corruzione della classe politica e di parte delle gerarchie ecclesiastiche, l’insabbiamento di inchieste scomode, la brutalità della repressione.

Una fotografia magistrale restituisce i toni di una Londra cupa con scene ambientate perlopiù di notte e negli interni, spesso in celle di prigione, tanto da restituire una sensazione opprimente allo spettatore, come opprimente è il regime dipinto nel film. Il finale lascia però un messaggio di speranza e redenzione, sottolineando la necessità di non arrendersi allo status quo. Il messaggio degli autori è riassumibile nella frase di “V”: non sono i popoli che dovrebbero avere paura dei governi, sono i governi che dovrebbero avere paura dei popoli.

Commento dell'autore

"V per vendetta" è un film assolutamente da vedere, sia per la maniera in cui è girato e per la recitazione degli attori sia soprattutto per le tematiche trattate e per il loro riflesso sull'attualità che vengono quasi profeticamente anticipate. Il film traspone parte dell’immaginario del filone di Orwell e Bradbury riadattandolo alla contemporaneità e realizzando un’opera simbolicamente e visivamente potente, con sceneggiatura firmata dai creatori di Matrix. Imperdibile.

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