Titolo
Fronte del Porto
Tipo
Film
Anno
1954
Durata
107 min
Genere
Dramas
Crime drama
Oscar
Audio
Italiano
Inglese
Sottotitoli
Italiano
Rating
T (per tutti)
Aggiunto il
05 gennaio 2016
Rimosso il
31 dicembre 2016
Terry Malloy, scaricatore di porto ed ex pugile, è il fratello di un boss che controlla il sindacato dei portuali di New York. Una faticosa crisi di coscienza lo spinge però a testimoniare contro la sua corruzione criminale...
4,3
Punteggio Netflix Lovers
Advertising

Trailer

Trailer rimosso su richiesta della SIAE. Potete comunque trovarlo su YouTube a questo link.

Recensione

Considerato uno dei film più importanti della storia del cinema, Fronte del Porto è ricordato soprattutto per l’intensa interpretazione di un giovane Marlon Brando, nuovamente diretto da Elia Kazan dopo il successo di Un Tram che si chiama Desiderio.

Terry Malloy, ex pugile fallito, lavora al porto di New York ed è invischiato nelle losche trame del sindacato che opera una sorta di “caporalato” nei confronti dei lavoratori della sua categoria. Quando uno dei suoi colleghi verrà ucciso per aver denunciato i soprusi del sindacato, l’incontro con un prete “ribelle” e con la sorella della vittima convinceranno Terry a schierarsi contro lo sfruttamento dei lavoratori e a denunciare, nonostante i rischi, i soprusi dei prevaricatori.

Vincitore di otto premi Oscar, Fronte del Porto ha suscitato molto scalpore al suo arrivo nelle sale statunitensi nel luglio del 1954. Siamo in piena Guerra Fredda, in quel periodo della storia americana in cui era in vigore un clima da “caccia alle streghe” nei confronti di qualunque forma di vicinanza alle idee comuniste. Il regista del film, Elia Kazan, un paio di anni prima aveva denunciato undici colleghi alla Commissione per le Attività Antiamericane, uno dei principali strumenti di lotta al comunismo del Governo; a causa delle accuse di Kazan, la carriera cinematografica di alcuni di loro si era bruscamente conclusa. Fronte del Porto è stato da molti interpretato come una sorta di autogiustificazione del regista, un modo per dire “come il protagonista del mio film, anche io ho denunciato per amore della verità e della giustizia”.

Ma una parte della comunità hollywoodiana non ha mai perdonato a Kazan la sua adesione al maccartismo e non ha rinunciato ad evidenziarlo pubblicamente anche nel 1999, quando alcuni illustri colleghi si sono rifiutati di partecipare agli applausi in suo onore durante la consegna dell’Oscar alla Carriera.

Commento dell'autore

Uno di quei classici che non invecchia mai, grazie all'universalità della passioni raccontate. E grazie a Marlon Brando, così profondamente "bello e maledetto" che a confronto certi attori pseudo-dannati del cinema di oggi sembrano delle ingenue scolarette...

Advertising
;