The Oa, la misteriosa serie prodotta da Netflix ha generato grande interesse e soprattutto opinioni fortemente contrastanti. Ai più la serie è piaciuta, alcuni la definiscono un capolavoro, mentre ad altri la storia ha lasciato alquanto perplessi, senza un reale significato.

I creatori Zal Batmanglij e Brit Marling (quest'ultima interprete di Praire) hanno deciso di svelare alcuni retroscena, come la decisione di annunciare l'arrivo della serie sulla piattaforma soltanto pochi giorni prima dell'effettiva data di rilascio: “Abbiamo chiesto agli attori di non annunciare che avrebbero recitato in questa serie e avevamo un simbolo in Braille per indicare il logo di The OA, così quando abbiamo girato a New York non ci sono stati segnali di quello che era lo show”.

Ma come nasce l'idea di una serie così particolare? A spiegarcelo è Zal Batmanglij.

“Tanti anni fa ho incontrato una donna che aveva avuto un’esperienza di pre-morte. Era una storia molto straziante. Descriveva la sensazione di lasciare il proprio corpo e di vedersi nella stanza dell’ospedale, sentiva una sensazione di pace. L’unica cosa a cui pensava era: le persone a cui voglio bene sanno quanto gliene voglio? Ho iniziato a leggere un sacco sull’argomento delle esperienze pre-morte e penso che sia interessante il fatto che non ci sia nessuno strumento metrico a proposito. Cosa succede quando una persona stonata muore per sette minuti e quando si sveglia ha una tonalità perfetta? Mi sembrava un trampolino molto interessante da cui buttarsi. Abbiamo passato molto tempo nelle classi del Midwest, incontrando ragazzi ed insegnanti. Ci siamo interessati all’idea di cosa significhi crescere in questo Paese. Tutte queste cose si sono intrecciate e da qualche parte in questo caos la storia ha iniziato a formarsi.”

Se avete iniziato la serie avrete certamente notato la disomogenea lunghezza degli episodi, che vanno dai 70 minuti della prima ai 30 della sesta. “Riuscite ad immaginare un libro con tutti i capitoli lunghi allo stesso modo? Volevamo provare a raccontare qualcosa in cui credevamo. La storia della televisione consiste nell’annoiare la gente e portarla a comprare delle cose. Ovviamente questo ai nostri giorni non è più vero, ma siamo ancora legati a quella visione."

Una serie sulla speranza

Secondo Brit Marling, The OA è “una serie sulla speranzae non possiamo che essere d'accordo. La creazione di gruppi e di comunità dove prima sostanzialmente non c'erano è un forte segno di dedizione e speranza.All’inizio della storia ci sono cinque persone isolate di Crestwood, così come ce ne sono nella storia che Prairie racconta. Credo che in quel contesto, il racconto diventa una forza che lega ed unisce tramite il gusto di sapere cosa succederà dopo, il desiderio di parlarne con la gente, e credo che dia speranza per come connette le persone."

Il finale (no-spoiler) è molto esplicito, ma allo stesso tempo lascia spazio per una seconda stagione e a confermarcelo è proprio Batmanglij: “C’è un finale e c’è una risposta ad ogni quesito. E sicuramente spero che riusciremo a raccontare tutto. C’è un posto in cui la seconda stagione è già iniziata nelle nostre menti ed un posto in cui si conclude”. I creatori assicurato un “finale soddisfacente per la storia, dunque si attende soltanto un via libera da parte di Netflix.

Se anche voi siete rimasti stregati da questa serie continuate a seguirci in attesa della conferma di una seconda stagione. Solo Su Netflix!

Fonti

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