L’edizione 2017 del Festival del cinema di Cannes è iniziata con alcune polemiche tra Pedro Almodovar, presidente di giuria e Will Smith, giurato.

Il motivo riguarda Netflix. La polemica in realtà è iniziata già tempo fa, quando sono sorte le prime perplessità circa la presenza di contenuti Netflix al concorso, giudicati inadatti ad una manifestazione il cui scopo è premiare film usciti in sala e non su una piattaforma streaming. Più precisamente, gli esercenti francesi avevano manifestato dubbi riguardo due film presenti solo sul catalogo francese, The Meyerowitz e Okija. All’epoca, il direttore del Festival Thierry Frémaux aveva dovuto rilasciare un comunicato in cui dichiarava: “dal prossimo anno saranno accettati anche film che non implicheranno l’uscita in sala, al cinema”.

Da qui, la dichiarazione di Pedro Almodòvar, che ha esplicitamente preso le parti del Festival con questa dichiarazione: Sarebbe un paradosso una Palma d’oro ad un film non destinato alla sala. Le piattaforme digitali in sé sono principio giusto e positivo ma questo non dovrebbe sostituire la forma esistente come la sala cinematografica e non dovrebbe alterare le abitudini degli spettatori. Per me la soluzione è semplice: le nuove piattaforme devono accettare le regole attuali del gioco, l’unica strada per sopravvivere. Credo fermamente che almeno la prima volta che qualcuno vede un film sia necessario che lo schermo sul quale lo vede non sia più piccolo della propria sedia. Sono convinto che noi spettatori dobbiamo essere più piccoli per entrare nell’immagine e nella storia”.

È ormai risaputo che la presenza di Netflix sul mercato è forte; di conseguenza una dichiarazione del genere non è stata vista di buon occhio da tutti, al punto che qualcuno ha insinuato che fosse una dichiarazione di un autore che non riesce a stare al passo con i tempi e che esclude a priori un nuovo modo di fare cinema.

A lui ha risposto Will Smith, membro della giuria: A casa a aspettarmi ho tre figli di 24, 18 e 16 anni. Vanno al cinema due volte la settimana e guardano sempre film su Netflix. Non so cosa accade nelle altre case ma nella mia l’arrivo di Netflix non ha avuto nessun effetto sull’andare al cinema. Sono due tipi di fruizione diverse, quando vogliono sentirsi umili di fronte a certe immagini vanno al cinema, altre volte le vedono sul piccolo schermo. Netiflix, a casa mia, non ha fatto altro che ingrandire l’offerta, ha permesso ai miei figli di vedere film che altrimenti non avrebbero mai visto e li ha messi in contatto con tutto un mondo underground di storie che si trovano a 8000 chilometri da loro”.

Alla sua dichiarazione si è aggiunta quella dell’attrice e regista francese Agnes Jaoui: “Il mondo va avanti e non si può fare nulla contro la tecnologia. Sarebbe assurdo penalizzare i grandi registi che noi abbiamo la possibilità di vedere sul grande schermo ma è ugualmente un peccato gli altri spettatori non abbiano questa occasione, va trovata una soluzione“.

Al momento, però, non c’è stata nessuna risposta ufficiale da parte del CEO Reed Hastings. Seguiranno eventualmente aggiornamenti.

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